You Porn – Red tube

Spacciare sesso in rete è come spacciare marijuana gratis ad una festa reggae. Peggio, forse: è un meccanismo perverso dove il sesso pesca gli uomini come l’amo i pesci. Basta aspettare che prima o poi abboccano.

Appena incontri un sito “hot” il tuo IP viene analizzato e risalgono a dove ti connetti. Un programma in automatico allora fa comparire dei banner dove ti invitano a conoscere ragazze belle, calde e disponibili nella tua città.

Le possibilità sono tante. A lato si aprono almeno una decina di Webcam. Compaiono collegamenti ad altri siti, immagini, video. In 3 clik da google senza filtri o limitazioni uno riesce a far partire un film porno senza censure da far rizzare i capelli. In soli due click il monitor gli si riempie di immagini che ci metterebbe mezzo secolo solo a contarle. Questo è il mercato del sesso, sempre attivo, sempre pronto a pescare il prossimo pesce, affamato di sesso.

“Non masturbarti prima di aver visto questo video”
“Come scopare facilmente belle fighe”
Sono frasi ricorrenti, senza mezzi termini. Pubblicità spinta senza giri di parole, secca, netta. Talmente plateale da sembrare assurda. Tutti gli stratagemmi per vendere, per arrivare a fare “clienti” sono messi in atto a regola d’arte. Vero e proprio marketing del sesso. Diretto e sintetico.
Il target: uomini soli.
E oggi ce ne sono tanti.
Se continua così ce ne saranno sempre di più…
…e senza giri di parole o mezzi termini.

Giacomo

22 thoughts on “You Porn – Red tube

  1. Sai, James, il target credo siano gli uomini eterosessuali in genere, non soltanto gli uomini soli. Tra i consumatori di pornografia vi sono molti uomini fidanzati e anche sposati, così come tra i clienti delle prostitute si trovano padri di famiglia.
    Poi, certo, possiamo definire “solitudine” lo stato interiore di isolamento dagli altri esseri umani a prescindere dall’ isolamento “oggettivo” (si può essere soli anche con la propria compagna, i propri figli e i propri amici). Se questa è la definizione di solitudine, allora concordo con te: il target sono gli uomini soli.

  2. Non sono d’accordo con pornografia = maschio etero (né per = maschio, né per = etero). E non capisco l’indignazione per il marketing del sesso, e tanto meno per la masturbazione, come possibilità nella solitudine.
    Se stai/state sostenendo che i siti porno sono generatori di solitudine, sono ancora meno d’accordo – in quanto possibilità accessibili ed utilizzabili in molti modi diversi non lo sarebbero più del lavoro, delle scuole, delle famiglie, delle chiese, delle televisioni.
    Quello su cui potrei anche essere d’accordo è che, insieme a tanti altri elementi delle nostre società, contribuiscono a proporre un modello estetico ed etico unico. Ma non mi convince proprio l’idea che sia la pornografia ad essere determinante.

  3. Sono contento che ci sia qualcuno NON d’accordo! Sai che noia se no?
    Sì, ci sta che la pornografia possa non riferirsi solo all’uomo, ma la statistica dice la sua. Per il discorso invece indignazione marketing del sesso ecc. devo dire che ho capito la differenza sostanziale tra fare l’amore e fare sesso. L’amore riempie, il sesso svuota.
    Finito il sesso sei da capo, come prima. Ti senti come un bambino che si è abbuffato della sua torta preferita. E’ sbagliato abbuffarsi di una torta se piace tanto? Potrei anche dire di no, se poi non la si ricercasse costantemente. Credo che più uno fa sesso meno è capace di fare all’amore. Per questo è sbagliato, per questo lo critico.

    • Apologies per gli accenti.
      Se la statistica dice che ci sono piu uomini che donne che visitano i siti porno, mi sa che non dice un granche. Le percentuali di uomini e donne che usano internet sono simili solo in pochi paesi, e solo per le connessioni da computer. In tutti gli altri casi gli utenti sono sempre principalmente uomini. E ricordo di aver letto da qualche parte che le donne effettuano un terzo degli accessi ai siti porno. Quindi non saprei, davvero.

      Sul paragone sesso = torta. Chiunque utilizzi siti porno si abbuffa e ne diventa automaticamente dipendente? Posto che amore e sesso sono effettivamente due cose diverse, perche dovrebbero essere antitetiche per un adulto nel pieno possesso delle proprie capacita mentali che ne abbia riconosciuto la diversa natura (e la diversa funzione)? Per girare il paragone, non e che uno smette di mangiare solo perche prima o poi avra di nuovo fame.

      Per come la metti tu, sembra sia impossibile trovare un equilibrio nella vita sessuale che non passi dall’amore, e il sesso senza amore (non meglio definito, come se masturbazione, prostituzione, sesso casuale con tutte le loro diverse motivazioni e manifestazioni potessero rientrare nella stessa categoria) e invece una cosa degenere. Ne dubito; credo che si possano fare tutte le cose di cui sopra in molti modi diversi, e che finche non si manca di rispettare se stessi e gli altri nessuna sia deleteria.

  4. Spiegata così devo dire che è un interessante prospettiva.
    “Consapevolmente ricercare il sesso o l’amore, volta per volta, in base alle esigenze.”
    Non mi suona proprio bene però…
    …è come se qualcosa non mi tornasse.
    Ammetto che potrebbe essere il fatto che io non ho mai avuto tale consapevolezza…

  5. Sono parzialmente d’accordo con Lore (sei Lore, vero? ;-) ) … e parzialmente in disaccordo.
    1. I siti porno si rivolgono, nella maggior parte dei casi, a un’utenza maschile eterosessuale perché: a) propongono corpi femminili (e quindi non possono rivolgersi a uomini omosessuali) e b) quei corpi sono presentati secondo i canoni dominanti della nostra società maschilista (donne-oggetto, sottomesse, magre ma con seni prosperosi ecc.), assai diversi da quelli dell’estetica lesbica. Esempio di slogan: “Le donne russe sono fortemente attratte dagli uomini occidentali, clicca qui per conoscere la ragazza dei tuoi sogni”, con foto di culi e seni annesse, ovviamente.

    2. Io non trovo sbagliato fare sesso né fare l’amore, posto che vi sia consapevolezza e ascolto da parte di tutte le persone presenti nella relazione (si tratta sempre di entrare in relazione!). Spesso ci si trova in situazioni asimmetriche generatrici di incomprensioni e sofferenze, ed è questo che non va, secondo me.

    3. La pornografia mi fa problema non perché legata al sesso, ma per la mercificazione del corpo delle donne che attua e per le conseguenze (spesso inconsce) che ciò comporta a livello di desiderio maschile (imposizione di un unico modello da desiderare) e di identificazione femminile (imposizione di un unico modello di donna da imitare).

    4. Rispetto al discorso della solitudine: non condanno (e ci mancherebbe!) la masturbazione, bensì la pratica di consumare immagini fabbricate dall’industria del porno.

    In ogni caso: grazie, Lore, per i commenti… e torna a trovarci!
    Un abbraccio

  6. ari (oui, c’est moi), in disordine

    3 – sono d’accordo, e l’avevo scritto pure prima
    2 – sono d’accordo, ed e quello che intendevo con il “rispetto”
    4 – non sono sicuro di aver capito, per te l’alternativa alla masturbazione (che io intendo, a seconda, come atto di sollievo fisico, di distensione, di piacere) e passare il tempo con amici/conoscenti/conoscendi? non mi sembra che le due cose soddisfino gli stessi bisogni, e non mi sembra si escludano a vicenda
    1 – mi sembra che tu ti riferisca piu alla roba che arriva via mail o alle pubblicita che ci sono sui siti porno che al contenuto dei siti in se e per se. personalmente, so che esistono ma non ne ho mai aperta una. sono d’accordo sull’omogeneizzazione (come punto 3), meno sull’esistenza di un'”estetica lesbica”, che e un concetto che a sua volta presuppone un’avvenuta omogeneizzazione (la donna camionista/benzinaia?)
    5 (che qui non c’e ma mi e arrivato per mail) – Sulla necessita di un’educazione diversa sono d’accordo, ma non vedo alcuna ragione valida per cui bisognerebbe insegnare agli uomini (e alle donne) a “controllare” le proprie pulsioni sessuali. Piuttosto ad accettarle e a considerarne le conseguenze, la possibile violenza – e la masturbazione, a questo proposito? E mi pare sarebbe un progresso se si ponessero le condizioni culturali (e materiali, evidentemente) per l’accettazione della prostituzione maschile e femminile. Se le si concepisse come servizi invece che come peccati. Che poi per come la conosciamo noi sia sfruttamento e schiavitu, e secondo me conseguenza dell’ipocrisia di una diffusa percezione che nega il bisogno e condanna la soluzione.

    • Sì, ho tolto il punto 5 perché mi sembrava di allargare il discorso eccessivamente e che il commento fosse troppo lungo.
      Sulla prostituzione, comunque, sto cambiando idea a seconda delle persone con cui parlo e delle informazioni che ho ma in generale penso sia importante anzitutto garantire condizioni di lavoro dignitose alle lavoratrici e ai lavoratori del sesso (sono d’accordo sulla condanna dell’ipocrisia) e poi educarci a una diversa risposta al bisogno sessuale (senza negarlo, però!), che passi attraverso relazioni e non scambi di prestazioni mediati dal denaro. Questa è la mia posizione attuale ma non escludo di cambiare idea, non ne so tantissimo sulla questione, in realtà ;-)

      Rispetto alla masturbazione: non la pongo in alternativa a niente e credo sia cosa sana (sia per gli uomini che per le donne). Quel che mi fa problema sono appunto quei corpi di donne (o di uomini) che possono supportare la masturbazione, immagini di persone reificate che contrappongo alle persone reali che si potrebbero incontrare. Comunque è vero che mi riferisco alla pornografia pubblicitaria e non ai film porno che, in effetti, non conosco.

      Ciao, amico! :-P

      • argomento sempre interessante, il sesso… complesso, come è complesso l’essere umano nel suo insieme.
        quest’epoca che sembra aver alzato il coperchio di pandora e aver liberato nel caos ogni pulsione ,ci vede lontani dall’esprimere una sessualità liberata… potente fluente avvolgente. il piacere come peccato…che follia.
        non tutti hanno lo stesso afflatto nei confronti di quest’espressione, ci sono individui che non hanno necessità di scoprirne i segreti connessi… ma per chi ne sente il richiamo, per chi ne sente il profumo…allora … si accede ad un mondo ricco di sfumature che passano anche attraverso accesi contrasti, difficilmente compresi da chi non ne sente il richiamo.
        comunque è un terreno irto di pericoli. ma per farsene un idea anche solo per comprenderne intellettualmente alcuni aspetti , esiste tutta una letteratura e una filmografia, interessantissima… oltre you porn…

  7. Concordo abbastanza con Lorenzo, è vero che il sesso svuota, ma se quello che si vuole è riempirsi, allora svuotarsi è necessario. Galimberti dice che la pornografia non è perversione, ma repressione (dei desideri), il sesso pornografico è concettualmente una cosa fra morti, l’atto di un morto, ma non solo, è l’idea dello zombie, che continua il gesto animalesco anche dopo il trapasso. La pornografia (almeno quella seria) fa riferimento alla vita oltre la morte in quanto ripropone un gesto che sopravvive alle proprie cause: scopare senza il desiderio di farlo. Questa magnifica metafora della vita da morto che si lascia alle spalle il perchè delle cose e si abbandona al feticismo nudo del gesto, è disarmante e corrosiva.
    Questo è ciò che secondo me c’è di prezioso nella pornografia: l’orrore, il disgusto, ma anche la sensazione di onnipotenza racchiusi nell’immortalità.
    Poi sono d’accordo che spesso, soprattutto su internet ed in tv, ci sia in ballo il controllo delle masse, e questo ben venga! Altrimenti come potrebbero sentirsi alternativi, originali, intelligienti e giusti coloro che vi sfuggono, o pensano di sfuggirci?

  8. sam è il diminuitivo di samadhi nome che mi diede osho… molto tempo fà. ( femmina)
    per molti anni ho usato questo nome, erano anni in cui andavamo vestiti di rosso con un mala di legno al collo e c’erano comuni ovunque in europa e nel mondo… un altra epoca veramente !!!
    ciao a tutti.
    sam

  9. ….. Mah. E’ vero che il porno cambia l’immaginario: cambia anche il mio. Che sono una donna, non sola, e…. Qualche porno lo guardo anche io. E mi eccita molto. Non lo condivido, non mi piace che cambi il mio immaginario, mi dà anche un po’ di ansia da prestazione: ma mi eccita. Non posso farci niente. Forse perché in noi non tutti gli istinti somigliano alla ragione, e nemmeno al cuore. é sbagliato,ma mi piace: di quante altre cose possiamo dire lo stesso?

    • Non so, non so. Se usciamo dalla logica giusto/sbagliato possiamo chiederci se e quanto ci fa bene perseguire una determinata pratica. Il punto non è tanto stabilire se “va” bene, ma se ci “fa” bene. E non sono poche le cose che ci piacciono, che abbiamo voglia di fare, anche se non ci fanno bene. La fruizione di film porno potrebbe non rientrare in questa categoria (la questione è complessa…), in cui metto, ad esempio: fumare, spettegolare, passare le giornate su internet…
      Ovviamente non tutte le nostre spinte rientrano nella ragione o nel cuore, abbiamo anche istinti “animali”, e sarebbe assurdo negarli. Però forse possiamo trovare una modalità di risposta a questi bisogni che ci faccia bene, anche sul piano della ragione e del cuore. Essere interi, insomma. Ecco, questo è quello che a me personalmente piacerebbe :-)

  10. Penso sia bello uscire dalla logica giusto/sbagliato, ma allora per coerenza si dovrebbe uscire anche dalla logica bene/male. Cosa vuol dire che qualcosa mi fa bene, qualcosa mi fa male? e soprattutto perchè questo far bene (che è definibile attraverso la sensazione) dovrebbe essere “migliore” “più giusto” di ciò che fa male?
    Guarire è bello soltanto perchè ci si ammala o ci si ferisce, la sensazione “star bene” è percepibile solo come contrasto con “star male”… no? Quindi ai fini della vita in generale, o ai fini dello star bene, non c’è differenza dal ricercare lo star bene o dal rincorrere il malessere. Se uno ad un certo punto vuole sentirsi bene, può trafiggersi, ad esempio, la coscia con un coltello, gurarire la ferita ed una volta che il dolore se ne và, sta bene, si sveglia la mattina con un bel sorriso. Può essere diffcile trovare il coraggio e la forza di farlo. Viceversa si può raggiungere facilmente sensazioni di gioia e di benessere molto intense con il semplice gesto di iniettarsi dell’eroina: il malessere scaturito dall’astinenza non sarà altro che il contrasto, la reazione uguale e contraria, allo stato precedente. Può essere difficile trovare il coraggio e la forza di affrontarlo. Il porno è catartico: è in grado di farti sentire la persona più pura e casta ed innocente sulla faccia della terra. XD

  11. “Guarire è bello soltanto perchè ci si ammala o ci si ferisce, la sensazione “star bene” è percepibile solo come contrasto con “star male”… no? Quindi ai fini della vita in generale, o ai fini dello star bene, non c’è differenza dal ricercare lo star bene o dal rincorrere il malessere.”

    Mah, direi anche di no!
    Che differenza c’è secondo te tra esser contenti ed esser felici?
    Per me la stessa tra lo star Bene e lo star bene.
    Ed è tanta.

    • Ci sarà anche differenza, ma se qualsiasi percezione è un contrasto, la felicità è percepita in maniera proporzionale al suo contrario, qualunque sia la definizione (buona) che dai a “felicità”.
      Pensare che, per esempio, le forme di masochismo non possano portare alla Felicità nel senso più nobile del termine è un preconcetto, un dogma totalmente ingiustificato.
      Ritenere, facendo un altro esempio, l’anoressia una malattia da cui per stare Bene è necessario guarire, è una decisione totalmente arbitraria, è un altro dogma dettato dall’incapacità di comprendere ed accettare ciò che è diverso da noi. Allo stesso modo una persona anoressica può vedere una che non lo è come malata, chi avrebbe ragione? In genere si rimanda la decisione alla maggioranza, chi è fuori dal gregge viene da sempre perseguitato, ma penso che tutti voi siate d’accordo sul fatto che la maggioranza non ha sempre ragione, anzi, in genere è poco intelligente.

  12. La pornografia introduce una nuova frattura nelle nostre vite: si dividono i concetti di amore e sesso, un tempo saldamente uniti. Sicuramente una volta era necessario che fossero uniti, soprattutto per il fatto che non erano molto diffusi gli anticoncezionali. Chi avrebbe tirato su tutti quei figli se il sesso fosse stato dislegato dall’amore?
    Oggi le cose sono molto diverse.. teoricamente uno potrebbe saziare i propri bisogni sessuali da una parte, e quelli affettivi dall’altra, niente da dire. Si rompe così lo schema famiglia, e infatti la gente che si sposa e fa figli è sempre meno.. Questo ci rende tutti molto più liberi, se hai un figlio è esattamente perchè lo volevi, se ti sposi è solo per amore (o altri motivi?) e non per fare sesso, siamo liberi di auto-gestirci nella piena consapevolezza di noi stessi. Mi sembra tutto molto moderno e giusto però qualcosa mi sdubbia fortemente in tutto ciò. Razionalmente non capisco cosa, ma istintivamente sento che non porta bene… sarà il mio istinto di conservazione della specie? Allora forse quando vi chiedevate è giusto/sbagliato, fa bene/fa male, bisognerebbe chiarire forse prima per chi: per l’individuo o per la società?

    • Riflessione interessante, grazie.
      Quando mi chiedevo se ci fa bene, mi riferivo agli individui, ma nella consapevolezza che ciascuno è diverso e quel che fa bene a te, può essere molto distante dal mio modo di essere… e dunque farmi male. Però concordo con la necessità di distinguere tra dimensione individuale e collettiva.

      • Come si può distinguere tra la dimensione individuale e quella collettiva? Se la dimensione è il punto di vista, è chiaro che un individuo vede ogni cosa con i propri occhi, sente ogni cosa con le proprie orecchie, pensa attraverso il proprio pensiero. Questo significa che un individuo ha un solo punto di vista a disposizione: il proprio. La dimensione collettiva per essere davvero collettiva (non individuale) dovrebbe essere composta dalle percezioni di più individui, ma questo non è mai verificato. Ogni percezione è individuale, quindi ciò che chiami dimensione collettiva non è altro che un sottoinsieme della tua dimensione, non una dimensione esterna, non di pari dignità, ma una dimesione subordinata.

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