Famiglia

Quando uno di casa, intimo, viene a mancare, muore,
crea un vuoto così grande e naturale
che chi resta, per forza di cose,
è come attratto da una forza centripeta
su quell’assenza.
La mancanza svela il possibile,
mostra l’insperabile.
Su quel vuoto ci si riconosce famiglia.

************

In coda,
per entrare all’interno del Giardino del Requiem eterno.
Come quando c’è la coda al supermercato.
Come quando in ospedale c’è sovraffollamento per le nascite.
Cappotti grigi e neri in attesa tra auto e corone di fiori,
ciascuna che racchiude un dolore privato,
una mancanza,
un vuoto che non si colmerà più.
E sulla soglia di ingresso,
tra chi entra e chi esce,
l’incrocio di sguardi tra sconosciuti
portatori di dolori diversi
abitati dall’unico dolore.
Ci si riconosce famiglia.

Nadia

Dolore a metà

Fino a ieri mi era indifferente.
La sua storia non tangeva la mia.
Poi la notizia.
E’ abitato da un dolore.
Si squarcia il velo, che scopre
la carne viva.
Che riconosco carne mia.
Ma nello squarcio l’abisso:
il dolore degli altri
è dolore a metà

nadia

Erro

Eccellenza.

Sua Eccellenza, Vostra Eccellenza.

Ma prima di tutto mia.

Erro alla conquista della mia eccellenza

Erro volendo a tutti i costi conquistare la mia eccellenza.

nadia

Stella

Il viso toccato dalla luce
poi adombrato
poi ancora inondato di luce.
Gli occhi, mentre parla, che brillano.
E’ bella.
La guardo.
Vorrei scattare una foto
e trattenere tutta quella grazia di luce.
Lei, che è tanta,
e solo uno sguardo disattento
direbbe grassa.

Nadia

Radiografia notturna

Insonne
il corpo raggomitolato si ausculta,
radiografia vivente:
il diaframma che
gonfia e sgonfia l’addome,
il battito accelerato del cuore
il respiro leggermente increspato.
Piccolo lumino,
che sulla soglia della veglia,
ostinato resiste
al caldo e ritmato
respiro della notte addormentata,
in solidarietà con tutti coloro
che la notte,
sono costrette a vegliare.

Nadia

Giro di nomi

Fra Massimo, frate francescano
suor Enrica
don Francesco, diocesano
suor Maria Pia, clarissa
suor Maria Bruna, clarissa missionaria del bambin Gesù
suor Monica, clarissa delle missionarie di Cristo
Nadia.
Nadia cosa?
Sono meno io se non porto un abito che mi presenta
o un etichetta che mi definisce?
Non sono mamma, non sono sposata
e se non fossi neanche fidanzata?
Cosa sono?
Cosa è che fa di me me?
La mia carne e il mio cuore.

Nadia

Salita a san Luca

Muraglia gradinata che
si inerpica e sboccia nella basilica
come un copro di boa che si snoda
sinuoso sulle pendici del monte.
Salgono e scendono persone
pellegrini, atleti, fedeli,
turisti o curiosi
non fa differenza:
chi allena lo spirito
chi il corpo
chi esercita il fiato
chi la fede.
Nella nebbia di novembre
ogni distinzione
ancor più sfuma,
il respiro che si condensa in vapore
sale anch’esso
come incenso
come preghiera.

Nadia