crittografica

 

Era il giorno prima della festa, andavano i passi soli, sull’asfalto
caldo della sera accesa, da lontano gli sguardi incrociavamo,
quanti sguardi e fra tutti noi, gli sguardi nostri ancora incontro.
Ed erano negli occhi già persi gli anni silenziosi, nelle braccia
cinte il sorriso arreso. Agli anni non contati, alle parole
risparmiate, arreso alla comoda pigrizia dei giorni.
Ci allontana un abbraccio, sotto il ferro del silenzio le grinze
di un tempo accartocciato, il nostro tempo in un angolo,
rappreso.
E uno sfondo senza lettere, sorvolano le dita senza impronta,
segni che da tempo non leggiamo, muti come ombre di cartone
nel libro della nostra negazione, in un saluto che promette
la distanza, la mancanza conferma, il destino rimanda ancora
nell’assenza.

Annunci

Preghiera delle madri che perdono

Preghiera delle madri che perdono
la pazienza:
è un attimo, dopo
notti
lotte contro
indomabile appiccicosa
stanchezza come polpa di pesca.

Preghiera delle madri che perdono
l’amore
solo un istante
di sfogo, che paura
quel tono
quella durezza, pietra senza
muschio né cuore
di mamma.

Preghiera delle madri che perdono
la fiducia
di essere – nonostante e ancora –
madri
sufficientemente buone.

Che possiamo sentire
una tenerezza nuova
e cullarci avvolte
al di là dei meriti
delle colpe.

Deserto

Ti ho vista pregare

Ti ho vista pregare
seduta sul divano
in punta, al solito,
timorosa di disturbare
d’imprimere
il tuo segno nel mondo.

Era sera, ieri, e tu
dicevi
il desiderio profondo
del tuo cuore.

Io non lo chiedo più, mamma,
ho smesso
fa male
il semplice desiderare.

Scava, apre, illumina
lo scarto
tra questo dolore, vivo,
e il possibile di prima,
immaginato.

Mia sorella però è tua figlia
e una mamma
non si arrende.

Oggi sei stato in altalena

Oggi sei stato in altalena
per la prima volta
e io non c’ero.

Non ho visto
la tua bocca che si apre
per far spazio
allo stupore,
non ho sentito
la tua risata chiara,
ruscello di montagna.

Era la prima volta
ma molte seguiranno:
io vado al lavoro
e tu
diventi grande.

Dormo meglio con te

Dormo meglio con te
appiccicato
col respiro pieno
di catarro
e le braccia
allargate a croce.

Dormo meglio con te
scomoda
con la paura
di schiacciarti
stretta su un fianco
a trattenere la tosse.

Anche i grandi
vedono mostri notturni
ombre lunghe
come pensieri
nei giorni non ancora.

Stammi vicino
tu che sei piccolo
e ti basti
con la tua mamma.

baščaršija

 

momenti in viaggio fluido i pensieria3ad00da2764b853f1dc3a5d5686cad7
tra terre dogane di tempo mai perso
scenografie di memorie sulla fiamma
eterna porta di confine e abbraccio

marmi e minareti profumo di passato
splendore madido di vite nello scorrere
splendore di rame e diavoli di miele
un fiume di ponti e fango dalle colline

il timido sorgere dopo la pioggia

Il dio dei credenti

Il dio dei credenti
non è
come noi
che dopo un certo
tempo
imploriamo una svolta
una fine
basta.

 

 

Lui invece
non si stanca
di aspettare
di guardarti
e nota la prima
piccola curva
all’insù.

Seme d’un sorriso.

Foto: Danimarca 2010

Non siamo mai andate d’accordo

Poi di colpo,
in mezzo alla rabbia
per la tua prepotente
fragilità,
mi tagliano nette
raffiche di dolore
e arriva dritta
la tua
pena inconsolabile.

Non siamo mai
andate d’accordo,
piuttosto due note
stonate
e in modo diverso
fuori posto, non ci saremmo
forse scelte ma
così la parentela:
legami, nonostante.

 

Foto: Parigi 2018

Sconosciuto

Non capisco perché non riesco a fissare il tuo volto nella mia mente e, perché, giuro, non ricordo se hai la barba oppure no.
Perché non riesco a far decelerare i miei battiti e perché cerco di capire se hai gli occhi buoni.
Perché continuo a voler venire io da te come a voler proteggere qualcosa.
Perché hai potuto farmi perdere il sonno con un battito di ciglia.
Perché? Bisogno? Ma di che?
Paura? Di tutto

 

Foto Serena S.

 

PHOTO