L’esperimento scientifico

E che due palle! Ancora con questa faccenda della scienza, che scemenza. Invece ci ritorno e ci ritornerò ogni volta che mi capiterà tra le mani qualcuno che non conosce il significato della parola scienza. Di fronte ad un esperimento scientifico che sto conducendo all’interno della mia abitazione, mi è capitato più volte di incontrare persone che, venendomi a trovare, hanno ridacchiato del mio approccio al nuovo. In molti trovano divertente e buffo il mio esperimento. Mi verrebbe quasi da arrabbiarmi, ma poi mi ricordo delle difficoltà avute dai grandi, mi ricordo Galileo a Padova che voleva mostrare le sue scoperte sul cielo all’università e nessuno che avesse le palle per metter la pupilla dentro l’oculare del cannocchiale. Lo sfottevano. Io non sono Galileo, certo. La scienza sembra essersi allontanata così tanto dalle persone comuni, che fare un esperimento scientifico in casa sembra impossibile: niente laboratorio,  niente equazioni differenziali, niente vecchietti occhialuti che borbottano in linguaggi incomprensibili, niente acceleratori di particelle. Possibile? L’esperimento scientifico è soprattutto un connubio tra curiosità, immaginazione, rigore, umiltà ed onestà intellettuale. E poi chiunque deve poterlo rifare. Quando qualcosa è dato per certo, sicuro, in quel momento la scienza muore. La scienza muore nella certezza e vive nell’incertezza. Vive nel dubbio. Scienza è scetticismo, se per scetticismo intendiamo quel “non riconoscere nulla per certo” degli scettici greci. La prossima volta che bussate alla mia porta, portatevi solo una pillola di curiosità e stupore in più!

Giulio

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5 pensieri su “L’esperimento scientifico

  1. Bella, perfettamente d’accordo. Sai cosa faccio io quando mi capita? Chiedo se possono spiegare la differenza tra un ragionamento di tipo deduttivo e uno induttivo. Spesso e volentieri non sanno rispondermi. Allorquando gli faccio notare che se non conoscono la stanghetta della A dell’ABC della scienza si possono pure risparmiare commenti irritanti.

    Se al contrario sanno risponderti allora puoi intavolare una proficua discussione circa la scientificità o meno del tuo esperimento. Discussione dalla quale ne uscirete si spera entrambi arricchiti.

    Ma prima accertati che sanno ciò di cui parlano, almeno un po’. Come diceva Nietzsche: “Ogni rapporto che non eleva, abbassa. E viceversa.”

  2. Ari ti parlerei volentieri dei miei bislacchi esperimenti, ma magari in sede più….privata 😛 Comunque sono alla ricerca di forze e campi sconosciuti alla fisica, o forse agli effetti di campi e forze sconosciuti sulla materia! così sembra anche più fico di quello che è!

    Alex, sai, io sono per la divulgazione del metodo e quindi ne parlo volentieri quando c’è disponibilità…se poi un rapporto elevi o abbassi, credo che, in generale, questo dipenda sempre dal nostro approccio personale alle cose, più che dall’interlocutore! Grazie comunque per la comprensione, mi sento meglio 😛

    • Così incuriosisci anche me! Un sospetto forse ce l’ho però 😛
      Comunque pienamente, pienamente d’accordo su quel che dici. Quando ci si rifiuta “di metter la pupilla dentro l’oculare” la Scienza muore.

      “The truth may be puzzling. It may take some work to grapple with. It may be counterintuitive. It may contradict deeply held prejudices. It may not be consonant with what we desperately want to be true. But our preferences do not determine what’s true. We have a method, and that method helps us to reach not absolute truth, only asymptotic approaches to the truth — never there, just closer and closer, always finding vast new oceans of undiscovered possibilities.” Carl Sagan

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