Alla ricerca del tesoro

Ci sono domande nella vita che sembrano non avere risposta.
Ci sono.
Le avete.
Ma avete anche smesso di farvele.
Sono, erano, domande intriganti.
Dei veri e propri rompicapo che appaiono senza via d’uscita.
Oggi sembra che siano passate di moda.
Ti chiedi chi sei e ti rispondono che pensi troppo.
Ti chiedi il senso della vita e ti dicono che devi stare coi piedi per terra.
Ti chiedi perché sei venuto al mondo e ti dicono che è più importante fare il tuo dovere.
Ti chiedi cosa sia la felicità, l’amore, e ti dicono che sono solo utopie, di non cercarle che non esistono, e di accontentarti che sei già fortunato così.

Siddarta partì alla ricerca. Mi piacque quel libro. Oggi è divertente perché te lo usano contro.
“Ma vuoi fare la fine di Siddarta che gira e rigira per mezzo mondo e poi capisce che poteva starsene a casa? Che quello che cercava era l’amore? Ma dove vuoi andare? Ma stai qua che l’amore è qua!”
Eccezionale.
Oggi le risposte ce le danno i libri.
Insomma, ci sono queste domande che rodono dentro un poco perchè non hanno risposta, e la gente che fa? Reagisce, ovvio, e nei modi più grotteschi.
C’è chi le ignora, fa finta che non esistano. (e poi si sveglia e cade dalle nuvole)
C’è chi ne cerca le risposte solo per la prima parte della vita, finchè non si scontra con un mondo che gli fa perdere tutte le energie di cercare, ed allora diventa pessimista
(e sono i peggiori perché si sentono in fondo in fondo dei falliti, disillusi della vita, tristi che hanno perso il lloro sogno più grande per strada, e sfogano la rabbia repressa sugli altri cercando di trascinarli nella loro stessa situazione).
Poi ci sono quelli furbi. Non si sono dimenticati le domande, o hanno deciso di non dimenticarsele, e siccome senza risposte si sta male, le trovano da soli per quanto stupide ed incongruenti esse siano. Si autoprendono per il culo pensando di aver trovato la soluzione, e guai a te se cerchi un confronto di idee con loro perchè non vorranno mai e poi mai ritornare nella situazione di “disagio” (così da loro percepita) di chi ancora è in ricerca.
Sono questi che ti ribaltano il significato del Siddarta, e ti dicono, che cazzo cerchi se tanto le risposte sono qui? E’ l’amore, no, il senso? E glielo leggi negli occhi che non sanno di quel che parlano.

Insomma, sono importanti queste risposte?
Dicono che devi stare coi piedi per terra, pensare alle cose che veramente sono importati.

Cioè, chi sei, perché sei qua e che senso ha ciò che vedi e vivi non è importante, non lo è affatto, nemmeno il come lo realizzi, perché a quanta felicità o amore tu possa aspirare è già stato deciso in partenza.
Altre sono le cose importati, vero?

Pazzesco.

Anzi, ottimo! Continuiamo così!
Tanto non troveremo mai delle risposte. Perché farci allora le domande? Qui bisogna guadagnare tempo! Se sai che non riesci a scalare una montagna perché provarci? Tempo sprecato, no? Sarà ben tempo speso meglio quello passato in altro modo piuttosto che ricercare queste cose, no? Perché, finché non arrivi, ad una conclusione intendo, sempre SE ci arrivi, è tempo buttato, no!?

Io dico no.
Per me è importante e mi gioco la scommessa, deridetemi pure, prendetemi per visionario, sprecherò una vita forse e non arriverò alle risposte…
Però almeno ci avrò tentato, mi basta questo.
E’ già un sogno che mi tiene vivo, con gli occhi che brillano, come di colui che cerca traboccante di speranza il tesoro più prezioso e più segreto che sia mai esistito.
Sono innamorato. Ricercare è essere innamorati. E mi piace.

Io parto, vado all’avventura, vado alla ricerca del tesoro, sarò il vostro visionario, utopico, sognatore, disperso amico. Voi fate un po’ quel che vi pare, state pure a casa davanti alla tv, però siatene felici.

Giacomo

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Un pensiero su “Alla ricerca del tesoro

  1. Sul serio Giac? Sul serio conosci gente che dice “Ma vuoi fare la fine di Siddarta che gira e rigira per mezzo mondo e poi capisce che poteva starsene a casa? Che quello che cercava era l’amore? Ma dove vuoi andare? Ma stai qua che l’amore è qua!”.

    Quelli sono dei poveri bastardi figli di puttana. Mandali a cagare. Anche se sono tuoi amici non correre il rischio che ti trascinino nel baratro della loro pigrizia.

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