Parole e Poesia

Le parole.
Da piccolo, non le capivo proprio.
Eppure mi piaceva scrivere poesie.
Un bel giorno una donna poetessa mi chiese, seduti ad un tavolo a Castel Gandolfo: “Che cos’è una poesia per te?”
Risposi: “Un modo difficile per dire qualcosa di semplice”.
Fece un’espressione contrariata. “La poesia è arte!” Disse, fiera.
Semplice è il contatto diretto con le cose.
Non ha bisogno di alcuna parola per vivere, per essere sentito.
“E’ il quello che è delle cose” direbbe Qualcuno che conosco.
La parola tende a limitare l’Esperienza Unica ed Immediata con la realtà in un cassettino a contenuto standard.
La vincola in qualcosa di definito. Ma, ma, ma tutto si muove e tutto cambia come ci insegna il buon Eraclito, nulla è definito in natura. Tre mele non sono tre mele qualsiasi. Se ho tre mele davanti a me. Quelle mele sono Quelle mele e non altre tre mele.
E il gusto di Quella mela è irripetibile, come la sua immagine del resto. Ecco che allora la poesia cerca di dire questa cosa semplice, eppure assai difficile da tradurre in parole.
Vuole catturare Quel Qualcosa su cui la nostra vista esterna ed interna (bagaglio emotivo) poggia in quell’istante o in quella manciata di istanti donando alla ‘carta’ una sfumatura di ciò che è stato per noi. Perché è sempre e solo una sfumatura ciò che ci può dare un insieme di parole. Una sfumatura di significato, di emozioni, di anelito verso l’alto. Una sfumatura. Un “zic”!
Ricordo con un sorriso quanto mi disse una persona a me cara quando gli dissi che ho portato un libro sulla testa per un tratto camminando nel bosco..
“Quella è la sua migliore utilità!”.
Gli aironi di carta per volare devono prima cibarsi del Sentire.
Cartesio direbbe: “Sento,quindi scrivo” ;o)
Raji

5 pensieri su “Parole e Poesia

  1. credo sia vero quel che tu scrivi. e credo però anche che la poesia sia un modo per rendere universale , condivisibile, raggiungibile il nostro sentire in quel proprio attimo oltre che rendere quell’attimo nostropersempre.

    le parole son contenitori certe volte, certe volte chiavi alberi o stagioni.
    e a me piacciono dannatamente

  2. E’ molto bello quello che hai scritto Raji.
    Per me la poesia è quella cornice impalpabile che mi consente di intravvedere il Quadro di ciò che non appartiene al pennello del pittore, bensì a quello del Sentire.

    E’ un piccolo sentiero che può condurre talvolta all’Interno di sè stessi.
    Ma non sempre, è molto raro.
    Scrivi molto bene, continua così.

    Pablo

  3. La poesia per me è un altro modo per fare un dipinto. Prendi ad esempio un kandinsky.

    Non so che volesse ritrarre, ma quello che ti suscita questo quadro è reale, ti entra (almeno a me) e ti arriva a toccare dentro qualcosa.
    La poesia deve essere così per me, non necessariamente deve essere capita, ma deve smuovere qualcosa dentro, essere capace di arrivare a toccarti l’anima.
    Quindi in essenza credo che non stiamo rinchiudendo nulla con le parole ma creando, invece, un essere vivente a se stante, una specie di mondo parallelo che a noi ricorda quel frammento di sentire, ma che per un altro potrebbe evocare tutt’altro. Per questo la poesia, come quel quadro di prima ad esempio, o come una gran bella musica, li reputo come dei piccoli esseri che si relazionano con gli altri in modi differenti, e la loro qualità è appunto l’intensità ed il modo con cui lo fanno.
    Una gran poesia è perfetta in se, ha la sua forma, la sua bellezza, il suo lato nascosto, la sua profondità, il suo modo di parlarti ed il suo modo di toccarti l’anima, tuttavia non ti spiega mai nulla ma lascia sempre a te l’ultima parola, si dona e spetta a te affilare il naso per sentirne l’aroma.
    Non è un cassetto che rinchiude, ne è una foto che ricorda. E’ semmai una creatura vivente a cui affidi il tuo ricordo per poi lasciarla libera di camminare con le proprie gambe sulla sua strada.

  4. Sì, anche per me la poesia (come ogni creazione artistica) vive di vita propria. E l’autore è solo uno dei tanti che può rapportarsi con essa, ma non ha l’ultima parola sul suo significato.
    Aggiungo solo che secondo me la poesia deve essere anche concreta, fedele alla sua etimologia (poièo significa “creare, fabbricare” in greco). La poesia (e l’arte in genere) è l’anello di congiunzione tra il materiale e l’immateriale, tra la realtà e la magia.
    La filosofia è speculazione, ragionamento, logica, astrazione.
    La poesia è impalpabile concretezza, immagine precisa del reale e, contemporaneamente, sua trascendenza.

  5. I vostri commenti hanno ampliato la visione.
    Parole come:
    “chiavi alberi o stagioni”
    Poesia come:
    “piccolo sentiero che può condurre talvolta all’Interno di sè stessi”
    “quadro e creatura vivente”
    “anello di congiunzione tra il materiale e l’immateriale, tra la realtà e la magia”
    Giungo le mani.
    Raji

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