La mia nonna

È vecchia.
Vecchia vuol dire
è nata prima di me
prima di mia mamma
prima della guerra.
Vecchia vuol dire
dimentica ieri e ricorda
trent’anni fa; vuol dire
giorni e notti piegati con cura
sul volto; vuol dire
quando accarezzi le sue mani, la pelle
s’increspa.

È grassa.
Grassa vuol dire
obesa.
Obesa vuol dire
non si sa quanto pesa; vuol dire
quando si veste al mattino
fatica
a infilarsi le calze; vuol dire
quando l’abbracci le tue dita
non si toccano.
Obesa vuol dire
il dottore
dice che è obesa.

Ma come fa quel corpo così
vecchio
ingombrante
a ospitare una bambina che
ride
quando chiedi dove ha nascosto il cioccolato
(ed è sempre “al solito posto”)
piange
quando zia e cugino litigano furiosi
(“Madre e figlio non vanno d’accordo”)
si addormenta
con il respiro incastrato lì: tra il naso e la bocca.
Chissà cosa sogni, nonna…

Arianna

4 pensieri riguardo “La mia nonna

  1. “vuol dire
    giorni e notti piegati con cura
    sul volto”
    oh.

    ho immaginato anche i vestiti, le mani, le ossa. mi chiedo se sposti qualcosa un giorno, un mese in più. se si senta attraversata dal respiro o invece sia un’altra dimenticanza.
    ma l’abbraccerei volentieri, non forte, sia chiaro.

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