Ripetitori umani

E’ incredibile come una persona vibrando di una buona qualità possa condizionare la mia giornata rendendola più solare, mentre se vibra di una brutta qualità me la rabbuia.

Le vibrazioni che percepiamo fanno un poco la nostra vita e la qualità del mondo che ci circonda.

Anche le parole di una persona vibrano di una qualità che può influenzare chi le ascolta e spesso non ci accorgiamo quando le parole, nostre o degli altri, vibrano di una brutta qualità.

Sulle parole in effetti ci sarebbe tanto da dire. Però pensavo a grandi linee che, se l’obbiettivo di un mondo migliore non fosse solo utopia ma potesse essere raggiunto, anche lo stare attenti alle vibrazioni delle parole potrebbe avere un qualche effetto.

Per esempio fare in modo che le parole con vibrazioni negative si spengano subito, non generando nuove parole della stessa qualità, o non riportandole tali e quali in altre situazioni e contesti, anche completamente diversi come quello di una confidenza ad un amico.

Se volessimo farne una metafora direi che dovremmo vivere come dei frangiflutti, proteggere gli altri da queste ondate di vibrazioni negative che a volte ci investono e che inconsciamente amplifichiamo, o trasformandole in altre con la stessa vibrazione, o riportandole uguali, o lasciando che trasformino la nostra qualità interna, facendola vibrare alle stesse frequenze.

Un bel modo per cambiare il mondo è quindi quello di cominciare a smantellare tutti questi ripetitori umani di onde negative lasciando in piedi solo quelli di onde positive, ovviamente lavorando in principio su noi stessi.

Giacomo

2 pensieri riguardo “Ripetitori umani

  1. Diventare come ” dei frangiflutti di energie negative” , davvero Grande!
    Mi piace, mi acchiappa davvero questo tuo modo plotiniano di leggere questa nostra realtà relativa, James, davvero!
    Ma per fare ciò, per dare gambe a questo sentire che ci auguriamo, tu ed io, divenga velocemente collettivo è necessario realizzare che l’unica Azione efficace è quella consapevole in cui le persone sono deste, senza indulgere al sonno delle azioni meccaniche e condizionate.
    Un po come avere la …possibilità di estranearsi dal campo da gioco, sapendo osservare distaccati le dinamiche condizionanti…
    E’ solo così, essendo desti e non identificati, che potremo riconoscere la qualità di quell’energia di cui parli, Giacomo.
    E, se riconoscendola negativa, trasformarci in potenti e strafiki ….frangiflutti…

    See you soon…

    Pablo

  2. Mi piacciono molto queste metafore dei “ripetitori” e dei “frangiflutti”.
    Compito arduo quello di fermare le energie negative e diffondere le positive… e naturalmente bisogna cominciare da se stessi, come notate giustamente voi.
    Mi viene in mente Pennac (La fata carabina):
    “Sempre la solita storia: quando ce l’hai con te va sempre a finire che te la prendi con qualcun altro”.

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