Le mirabili scoperte di cuore del dottor Bazzoli (4 di 7)

E’ dal mattino che precedette il giorno della sua apparente follia che seguiremo i suoi passi, che poco a poco entreremo nelle sue ragioni, conoscendo già lo svolgersi dei fatti futuri. Questo anziano signore sulla sessantina si svegliò con una strana sensazione, come una allegrezza in corpo che non gli capitava da anni e forse non gli era mai capitata. Aprì la finestra della sua camera, spalancò gli scuri ed il sole di maggio gi accarezzò il volto, gentile. Sentiva i suoi pensieri come slegati, come se, poco a poco durante le prime azioni del mattino,  a quei soliti puntini di sospensione si sostituissero aggettivi, incisi e subordinate d’ogni tipo, come se il filo logico dei suoi pensieri stesse diventando d’un tratto, accade proprio ora sotto i nostri occhi invisibili, fluido snello ed agile, come quello di un Socrate ventenne. Durante la colazione insieme alle parole vennero a galla emozioni nuove, mai provate o almeno dimenticate. Sentiva una gioia cristallina crescere nel petto smagrito dalla sua vita solitaria. Conosceva le parole per descrivere quelle emozioni, eccole lì, già servite sul piatto della sua mente nel giro di qualche secondo e conoscendo le parole poteva discernere poco a poco sentimenti via via più raffinati, come filtrati da un lessico più completo. La tristezza non era malinconia, la malinconia non era sofferenza, v’era più poesia. La poesia che non aveva amato mai in tutta una vita gli parve degna di pregio. Senza riferimenti in particolare, la poesia tutta, tutti i poeti nel loro sforzo sovraumano di ricondurre in parole le sfumature dei mondi visibili e invisibili che albergano dentro i confini di ciò che definiamo per semplicità essere umano. Mosse qualche passo fino allo studio, dove tra gli scaffali, i manuali, i commenti alle opere dei grandi filosofi, cercò un libricino di quel poeta italiano, di cui gli sfuggiva il nome. Non lo trovò. Fa niente, pensò, farò un salto in libreria a comperare un nuovo compagno a tutto questo spremersi di meningi che ho accumulato qui.

…to be continued.

Giulio

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