Scegliere la felicità

Che cosa ci accomuna tutti?

Si può dire che sia il desiderio di felicità?

Si può davvero alzarsi la mattina ed avere altre priorità?

Delle priorità che non hanno nulla a che fare con un appagamento a breve o a lungo termine?

Si può agire senza il desiderio di Sentire gli Effetti di quanto si ha deciso di fare?

Si può sacrificare la propria “consistenza percettiva” in nome di un’azione che riteniamo giusta solo sul piano mentale?

Ognuno di noi credo che abbia una risposta diversa per queste domande che forse sono solo un unico grande quesito:

“Il Sentire può essere messo da parte per un’idea?”

Si può. Questo è certo. Molti lo hanno fatto nel corso della storia e le conseguenze sono state altrettanto visibili. Come può un uomo uccidere un suo simile per seguire un ideale, un’idea o ancor peggio.. un comando? Che cosa orienta una scelta? E’ il pensiero dominante che ci attraversa in quel momento, uno schema ben preciso elaborato negli anni oppure un’onda figlia della nostra sensbilità o ancora un’intuizione?

Credo sia di vitale importanza riconoscere quale parte di noi determini le scelte che di volta in volta poniamo in essere. Spesso, ahimè, è semplice abitudine, quindi uno stato di non-scelta o di scelta passiva non-creativa che non è in grado di magnetizzare alcuna nuova emozione o sensazione.. ed allora.. ecco che dobbiamo venir colpiti da un fulmine a ciel sereno per sentire qualcosa di nuovo oppure tutto “fila liscio” fino all’ora del decesso.

Scegliere la felicità non è un sapere immediato di dove mettere le mani, ma senz’altro è una Scelta con la S maiuscola ed un buon inizio è riconoscere di Volerla assaggiare e perciò iniziare a fare dei passi fuori dal percorso ordinario tanto per farsi una “cultura” di ciò che si può incontrare su altre strade o su stradine sconosciute. Saltar fuori dall’abitudine ed osservare con maggiore attenzione la vita. Mettersi in discussione e desiderare ardentemente di essere felici crea delle possibilità in tal senso. Se guardo fuori dal finestrino, mentre sono in macchina, e decido di vedere tutte le case gialle che incontro per strada.. è facile che qualcuna la vedrò. Questo è un principio semplice, ma da tener ben presente in noi:”CI ACCORGIAMO DI CIO’ CHE VOGLIAMO VEDERE”.

Tendere alla felicità, per me, non è sapere che cosa sia la felicità, ma sapere che cosa felicità NON SIA e quindi agire per altre strade. Non voglio rinchiudere in una sola parola le mille percezioni belle che ci possono toccare, non voglio identificare la felicità in una cosa,in un oggetto determinato. Voglio che che sia un qualcosa che possa emergere in ogni contesto e in mille modi diversi.

Questa è la mia priorità. Essere felice. Cioè essere aperto e disponibile a quanto mi solletica dolcemente l’animo.

Scelgo la Felcità abbracciando il Cambiamento ed un’Osservazione il più obbiettivo possibile della vita al fine di accorgermi con più facilità del terreno più fertile a donare frutti dolci e succosi.

Alzare gli occhi da terra e volgere lo sguardo al Cielo è una nostra Autentica Possibilità e chissà che cosa ci può riservare…

Raji

4 pensieri su “Scegliere la felicità

  1. Penso che tutti vogliano essere felici, ma non tutti si comportano in modo da poterlo essere; la prima regola per raggiungere la felicità è desiderare quello che è nelle nostre possibilità ottenere e non sognare l’impossibile.
    Bella riflessione. 🙂

  2. Sono d’accordo Mr. Loto. Magari riuscissimo a desiderare quanto è già nelle nostre possibilità. Andare a nozze con il raggio di Sole che in questo momento ci scalda il viso..

    Ma ciò richiede un addestramento (mosso in principio dalla volontà) di vivere il presente il più intensamente possibile e ciò non è per niente facile perchè i pensieri ci portano in continuazione nel futuro o nel passato, così allontanandoci dalla percezione di quanto ORA STA ACCADENDO dentro e fuori di noi. Accogliere il presente è accorgersi di molte cose e non sempre belle, non all’inizio almeno di una Ricerca consapevole orientata in tal senso. Da quando pratico Arti Marziali (strumento per la Ricerca Interiore) sotto la guida di un Maestro molte cose sono emerse di me, cose che prima non vedevo o non volevo vedere, legate alla mia personalità.. ed affrontarle non è stato facile. Oserei dire che la felicità va conquistata passando prima attraverso ciò che non si è per approdare sempre più in profondità alla nostra Vera Natura. Questo per sorridere veramente, e vivere ogni cosa nel modo più semplice e vero possibile. Spontanei, liberi dal peso dei condizionamenti del vestito che abbiamo indossato per anni senza accorgecene. Che ci ha sballottato di qua e di là in continuazione in modo frenetico a caccia di mille cose che poi si sono rivelate uguali ad altre lasciandoci con l’amaro in bocca ed insoddisfatti. La felicità può essere nel bicchier d’acqua che scegliamo di bere consapevolmente.. è più vicina di quello che immaginiamo.
    Ciao!

    Raji

  3. Bella riflessione, grazie.
    È difficile mettere in pratica ciò che scrivi e spesso “rimandiamo” il confronto con queste difficoltà , illudendoci di avere altre priorità (in termini di tempo da dedicare, ad esempio). Come se potesse esserci qualcosa di più importante…che assurdità!

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