3 pensieri su “Mio papà non è bravo

  1. Eh…tempi che cambiano, modelli culturali che vanno nell’armadio come abiti smessi ed altri che sopraggiungono. Si va verso l’emancipazione. Bisogna stare attenti a non poggiare troppo il culo su modelli vecchi, magari abiti più sformati ma per questo confortevoli. Però fuori moda.

    L’uomo ormai deve assolutamente entrare nella normalità delle faccende domestiche…le sue conquiste sono in casa! D’altra parte la donna deve anche lasciargli spazio; noto, parlando con gli amici, che spesso la donna tende, magari inconsapevolmente, ad imporre la propria visione delle cose all’interno della casa. A decidere. Anche questo è un atteggiamento legato agli abiti del passato…così come abbiamo il suffragio universale (lo abbiamo ancora?) per il voto, ci vorrebbe un piccolo suffragio a due anche nella decisione di quanto, come e dove disporre, di quanto come e dove pulire, rispettando le visioni di tutti, anche dei bambini o dei figli in generale.

    Trovo interessantissima comunque la percezione che ha la donna della casa, che è meno evidente nell’uomo, e cioè una percezione degli ambienti come un prolungamento del proprio corpo. E’ un vero casino perché, mediamente, proprio il concetto di sporco, di pulizia, di igiene sono differenti nell’uomo e nella donna…e riguardano anche sfere differenti.

    Emancipazione è per me trovare l’equilibrio in tutto questo…vado a finire di lavare i piatti!
    Giulio

  2. Verissimo. Il cambiamento deve avvenire da entrambe le parti e sono d’accordo che le donne per prime devono rinunciare alla pretesa di avere l’ultima parola sullo stato della casa: lo sporco e il pulito sono relativi!
    Troppe donne non vogliono o non riescono a uscire dalla logica della divisione delle sfere: il mondo esterno (il lavoro, il potere) all’uomo, il mondo interno (la casa, l’intimità) alla donna.
    Ciò che mi ha colpito nel dialogo citato è che la signora in questione ritenesse un fatto eccezionale che i miei genitori si dividessero i compiti casalinghi e che considerasse il contributo di mio padre un aiuto dato a mia madre. Spesso le donne tra loro si chiedono “Tuo marito ti aiuta in casa?”. Ma entrambi vivono in casa e dovrebbero esserne responsabili allo stesso livello!
    L’uomo che contribuisce al mantenimento e alla gestione della casa non dovrebbe essere considerato “bravo” o “buono”, bensì “corretto”, “giusto”. In fondo, “si limita” (naturalmente significa molto!) a fare la sua parte esattamente come la fa la donna.

  3. Io sono ottimista. E’ vero che tra di noi sembra ormai una cosa ovvia che la coppia si divida equamente i compiti casalinghi ma per quanto riguarda, ad esempio, la mia famiglia si tratta di una novità assoluta. Non è da molto che la donna ha iniziato a reclamare parità anche nella sfera famigliare, e nei piccoli paesi o nelle campagne è ancora più raro. Quindi penso che siamo semplicemente solo agli inizi, che ci sia bisogno di tanto tempo e di tanti esempi… un po’ alla volta entrerà nella quotidianità, e allora penseremo sorridendo agli episodi come quello che citi!
    Concordo, le donne devono lasciare spazio anche alle iniziative maschili, e sono la prima ad ammettere che su tante cose non è facile… ma diamoci tempo 🙂

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