L’invidia è un trucco

L’invidia è un trucco della mente per distoglierti dalla tua condizione e farti pensare a quella in cui si trovano o, meglio, sembrano trovarsi altre persone.
È rassegnata quando ti fa dire “Come sarebbe bello essere al suo posto!” e poi aggiungere: “Tanto non accadrà mai”. È arrabbiata quando ti fa stringere i pugni e urlare contro il cielo : “Perché non è capitato a me?”.
Ma qualunque forma assuma, l’invidia è un trucco e c’è l’inganno. La mente si distrae da se stessa e guarda fuori, all’esterno. Che ne sa di quel che contiene la mente dell’invidiato? Quali emozioni la attraversano, quali pensieri, preoccupazioni? Eppure pretende di sapere che, per certo, la condizione dell’altro è migliore, più felice, desiderabile. Ma è un trucco per non farti pensare a ciò che importa davvero: cosa ti manca? Perché non sei soddisfatto della tua vita? C’è qualcosa che potresti fare per stare meglio?

Arianna

4 pensieri riguardo “L’invidia è un trucco

  1. L’invidia è il sentimento di possesso di qualcosa che non si ha, dovuto, generalmente, all’impressione di “vivere nella condizione dell’altro”. Per essere precisi: l’unica condizione dell’invidia è “vivere nella condizione dell’altro” supponendola migliore della nostra, cioè attribuendole qualità che noi non dominiamo.
    E’ chiaro che l’invidia, interpretata in questo modo, è un che di negativo e solo perché si assume che la “condizione dell’altro” sia automaticamente la migliore. Senza dubbio.
    Il fatto è questo: la natura umana è ambigua e solo per questo il sentimento dell’invidia è ingiustificato alla luce dei fatti. Nulla che c’è di buono è dissociato da un processo che difficilmente non ha contro. Per la stessa ragione, è pregiudiziale concepire una persona come una somma di pregi/difetti perché il “difetto” è il risvolto della medaglia di un pregio. Così l’invidia.

  2. Sì, è vero.
    Penso che l’invidia possa essere utile, a volte, per far emergere ciò che vorremmo, ciò che ci manca, ma bisogna poi tornare alla nostra condizione, non restare in quella dell’altro. Altrimenti l’invidia risulta un sentimento dannoso per noi stessi e per chi ci circonda.

  3. Interessante Ari questo pezzo. Ci rifletto. L’invidia è secondo me molto legata all’egocentrismo. Al fatto di desiderare tutte le cose buone per noi stessi e non accettare che anche agli altri possa andare bene, o anche meglio. Il trucco è l’invidia, ma forse lo è anche di più l’egocentrismo.

    Vi immaginate se ogni cellula del nostro corpo fosse lì ad arraffare più ossigeno possibile da quei fiumi che sono le arterie, a farsi la guerra di casa in casa, organo per organo? Non rideremmo, da fuori, di tale atteggiamento egocentrico, possessivo, sapendo cos’è un corpo umano, come funziona e che ogni cellula fa parte di una realtà più dilatata?

    Il trucco, o piuttosto la beffa, è secondo me quella di pensarsi e soprattutto di sentirti come delle entità singole, divise dal resto dell’umanità!

    1. Sì, anch’io credo che sia anzitutto l’egocentrismo a determinare l’invidia. Ma, soprattutto, mi pare che l’invidia sia legata alla costruzione di un (inesistente) mondo perfetto abitato dall’invidiato, è una fuga dalla realtà, nostra e altrui.

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