Strafiga ma…una tipa vuota

I maschietti hanno già capito di che scrivo. Perché scrivo di loro. Mi fa sempre un sacco ridere quando sento un uomo, e vi assicuro mi è capitato moltissime volte in vita, affermare guardando una ragazza semplicemente molto bella e sorridente “E’ una strafiga, ma dentro non c’è niente.” Uhuh, dentro qualcosina in me ride. Ride perché è chiaro che quel commento è un pregiudizio che nasce da ragioni interne, dal fatto ciò che una donna bella fisicamente, emotivamente e mentalmente spaventa l’uomo medio manco se lo divorasse dopo il rapporto a mo’ di vedova nera. Abbiamo paura. Abbiamo paura del potere della donna, paura del fascino che subiamo, impossibile da gestire a livello razionale. L’ometto si ritrova a dover frenare una tempesta emotiva ed ormonale…ed ecco che si convince “una tipa vuota”. Ma tutto il vuoto, ce lo mettiamo noi come il bollino alle banane, perché rompere lo schema è difficile e soprattutto…ci costringerebbe a confrontarci con ciò che di noi vogliamo fingere non esista. Il desiderio. Balbettiamo il modello alla Marilyn, non possiamo fare altro. Questi discorsi gli uomini li fanno solo tra uomini, per questo che ci incappo e quindi butto lì due frasi ingenue che nascondono questo mio pensiero che porto qui. “Dai, ma la conosci?” “Eppure a me non sembra proprio cretina sai…” Insomma, vere risate interiori.

Qualche altra idea in merito?

Giulio

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7 thoughts on “Strafiga ma…una tipa vuota

  1. Caro Giulio, hai proprio ragione: noi uomini abbiamo paura delle donne. E, senza voler generalizzare o fare della sociologia d’accatto, credo che spesso la violenza che esercitiamo su di loro nasca dal fatto che non riusciamo a fare i conti con la più grande rivoluzione che abbia vissuto la modernità occidentale: la liberazione femminile. Abbiamo paura della libertà e della forza delle donne – e, spesso, della loro bellezza…

    Capiremo che la libertà delle donne è una grande occasione per essere anche noi più liberi?
    Noi ne parliamo ogni tanto nel blog nel quale scrivo (http://italia2013.wordpress.com/) – diverso dal vostro, ma, credo, accomunato dallo stesso desiderio di ricercare…

    Complimenti e continuate così!

    • Secondo me anche l’atteggiamento precedente e cioè la sottomissione della donna era proprio sintomo di quella stessa paura ed è lo stesso per altre culture diverse dalla nostra dove la donna gioca ancora un ruolo di secondo piano.

      Concordo su quanto hai scritto…è davvero una grande occasione per essere più liberi anche per noi uomini. E’ necessario ricercare la forza per emanciparsi dalle proprie paure e camminare verso un futuro diverso. Io lo desidero.

      Sono venuto a trovarvi sul vostro blog…a presto!
      Giulio

  2. Concordo su quanto detto. Mi è già capitato spesso di sentire commenti del genere da miei amici, a volte anche di gran lunga peggiori. Ritengo che ciò derivi da un bisogno della maggior parte degli uomini di sentirsi ancora “dominanti” rispetto ad un sesso che si dimostra sempre più indipendente e spesso anche più forte rispetto a quello maschile. Insomma, ci sentiamo… Privi delle nostre funzioni tradizionali?
    Questo fenomeno inoltre è amplificato dal mondo dello spettacolo, dove ancora la donna se bella necessariamente deve essere stupida (una donna bella laureata col massimo dei voti in fisica subnucleare? Ma non prendermi in giro!). Così molte vallette & compagnia si adattano a ricoprire i ruoli stabiliti dalla Santa Tradizione mentre potrebbero svolgere compiti di alto livello. E così ancora davanti alla televisione si sente:
    ” ‘Ato visto che figa quela lì? Beh, de sicuro l’è ‘na galina, però…”

  3. Grazie, Giulietto, bel post.
    Purtroppo i pregiudizi a cui alludi e la paura del fascino di una donna bella, intelligente, sensibile… insomma, “completa”, accomunano uomini e donne. Le battute che citi, infatti, sono frequenti anche tra molte donne che, purtroppo, sembrano aver completamente interiorizzato il modello di dominazione tradizionale. Le donne, a volte, si rivelano più “maschiliste” degli uomini, anche se credo nel maschilisismo femminile entrino in gioco altre componenti, in primo luogo l’astio nei confronti di chi si è liberato: “Come si permette quella lì?!?”
    Una donna libera fa paura perché costringe a chiedersi: “Perché non mi libero anch’io?”. Ma liberarsi, naturalmente, non è cosa facile 😛

  4. Però proviamo a fare un passo avanti e a superare idee come quella di “modello di dominazione”? Suonano un po’ di veteromarxismo.
    Tra l’altro è del tutto contemplabile l’idea che possa esserci una forma senza contenuto, o un contenuto senza forma, insomma, che un* possa essere strafig* e davvero essere, allo stesso tempo, vuot*.
    Se parliamo di pre-giudizi, ossia di giudizi espressi su una persona solo in base all’appartenenza di questa persona ad un gruppo stereotipato, bene. Ma non ha a che fare, secondo me, con il modello di dominazione, ha più a che fare con una generale tendenza alla semplificazione, e una ben più banale “sindrome della volpe e l’uva”, anche, no?

    • Io il modello di dominazione non so che cos’è! Me lo spieghi? Bytheway…si, hai ragione è una banale sindrome della volpe e l’uva, che tanto banale non è a dire il vero. Perché succede? Perché dobbiamo degradare ciò che non riusciamo a raggiungere? Mi mancan le risposte 😛

      • Ho utilizzato il termine “modello di dominazione tradizionale” senz’altro influenzata dagli studi che ho fatto, ma – posso sbagliarmi, naturalmente – non lo trovo “veteromarxista”. Per “modello di dominazione tradizionale” intendo quel modello di relazioni tra i sessi che assegnava alla donna il ruolo di “soprammobile”, grazioso ma senza niente da dire e all’uomo il ruolo di “capofamiglia”, di colui che sa “come va il mondo”. Questo modello lo osservo in numerose relazioni, magari non tra persone della nostra generazione, anche se a volte… pure!
        Poi, certo, credo che il discorso della volpe e l’uva sia pertinente. Il problema di degradare ciò che non possiamo avere esiste. Forse facciamo così perché non sopportiamo l’idea che qualcosa che desideriamo ci venga negato. Vogliamo tutto e subito, come bambini viziati.

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