Cittadini del mondo

Da tempo sento che siamo sempre piu’ figli del mondo e sempre meno figli della nostra patria. Non siamo piu’ figli dell’Italia, o della nostra citta’, ma siamo cittadini Europei, ma io direi del mondo intero. Con gli aerei ci spostiamo in 2 giorni da una parte all’altra del pianeta, con il telefono e internet aci colleghiamo con chiunque ovunque noi siamo. Abbiamo 18.000 kilometri che ci dividono, ma siamo compagni di casa, ne piu’ ne meno. Potrei essere il tuo vicino di casa, abitare dall’altra parte della via, o petrei scrivere su questo blog da un posto lontanissimo che nemmeno te lo sogni. Cosa sono le distanze al giorno d’oggi? Ha ancora senso parlare di confini, di altre nazioni? Siamo tutti abitanti della stessa sfera. Questo e’ quanto.

Giacomo

7 pensieri riguardo “Cittadini del mondo

  1. Sì, le distanze per chi si sposta in aereo o almeno ha una connessione ad Internet (che non è ancora la maggior parte dell’umanità) sono molto accorciate. Va tenuto conto anche che se da un lato la globalizzazione tende ad omogeneizzare le culture e a farne una sorta di minestrone con il sapore dominante della cultura statunitense (pensa al potere che ha Hollywood sull’immaginario comune) dall’altra noto che c’è l’altra tendenza altrettanto forte di reazione a questo rimescolamento. Non so te ma io più viaggio, più incontro gente e più vedo anche le differenze fra noi veronesi e i trentini, fra i nordici e i meridionali, fra italiani ed europei, fra europei e resto del mondo. Abitiamo tutti sulla stessa sfera ma chi sta al mare ha esigenze, gusti, convinzioni diverse, e a volte contrastanti, da chi sta in cima alla montagna. Non è facile accordarmi con un ragazzo cinese anche se chattiamo assieme. Già è dura con il vicino con cui parlo vis-a-vis…

    1. Se un larice guarda un abete da lontano lontano, magari gli pare anche un suo simile, ma se gli cresce accanto penso potrà meglio rendersi conto delle differenze, in questa vicinanza. Siamo tutti più vicini, ma la comprensione reciproca forse non passa solamente attraverso una vicinanza relazionale. Accordarsi, hai usato un termine bellissimo: ognuno mantiene la propria peculiarità ma armonizza il proprio suono, la propria vibrazione, con quella degli altri.

      Accordarsi è una grande cosa.

  2. Mi pare che le distanze si siano accorciate soltanto per “l’élite planetaria”, ovvero quell’insieme di persone che dispone di un certo capitale economico, culturale e politico (inteso come possibilità di spostarsi grazie ai vantaggi connessi a una certa nazionalità).
    Ma le distanze sono muri che separano questa élite con chi ne è escluso. Lo stretto di Messina è distante anni luce dalla costa africana, così come i cassintegrati di Mirafiori possono avere l’impressione di appartenere a un altro pianeta rispetto a Marchionne, pur abitando nella stessa città e lavorando nella stessa azienda.
    Possiamo sentirci vicini a una persona che si trova dall’altra parte del mondo grazie a internet e distanti da chi ci siede accanto. Da un lato questo è affascinante, dall’altro mi fa paura, perché mi sembra sia più facile ignorare gli esseri umani in carne e ossa che condividono la nostra realtà.
    In un altro blog con cui collaboro c’è stato uno scambio di opnioni proprio sul tema “internet” e sul problema di come stanno cambiando i rapporti sociali, se avete voglia date un’occhiata 😛
    http://www.ipuntidivista.org/?series=4

    1. Secondo me le distanze si sono accorciate per tutti. Certo che per i ricchi si sono accorciate maggiormente, ma in generale anche il più povero oggi ha più possibilità di mobilità rispetto ad una volta. Secoli fa la grande maggioranza delle persone non si spostava nemmeno mai dal proprio villaggio, ci rimaneva per sempre. Ora un africano se non vuole vivere nella povertà più misera ha la possibilità, sfruttato e trattato al pari di uno schiavo, di lasciare il suo paese e se non muore giungere qui. Non è una gran possibilità, ma è pur sempre tale.

      Concordo sulla necessità di prestare maggior attenzione a chi ci sta vicino nella realtà di tutti i giorni…questo è prioritario per non perdere di vista il mondo che ci circonda!

  3. Il mondo è un’invenzione ebraica quanto la stessa Italia (stato senza Nazione di stampo massonico e giacobino).
    Sangue e Suolo / Popolo e Razza

    Lombardia Libera

  4. Sono esterrefatto.
    Effettivamente pero’ e’ assurdo.
    Prendo 30 persone che viaggiano o che hanno viaggiato (non da turisti, intendo, ma da viaggiatori, fermandosi qualche mese nei posti dove sono capitati, provando la vita del luogo…) e tutti e 30 mi dicono che la pensano come me.
    Prendo 30 bergamaschi che non sono mai usciti dalla Lombardia (se non per qualche viaggio di piacere, vacanza o roba breve insomma) e tutti la pensano come te.
    E chi ha ragione?
    Il buon senso.

  5. No, no, mi correggo! Ha ragione la statistica.
    Se prendiamo un campione di mille italiani standard e’ effettivamente piu’ facile che la pensano come te. Lombardia Libera. (libera da cosa poi se posso?)

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