Sei persone in cerca d’autore, scena seconda

Renzo aveva la bocca in fiamme. Stava proprio per scolarsi una birra fresca quando lei lo riconobbe. Brutta cosa, non sarebbe dovuta accadere. E chi e’ Renzo? Avete presente il classico bellimbusto no? Ecco, questo e’ Renzo. O come lo si e’ chiamato finora: cinque. Beh, lui, calabrese, ne sa parecchio quando si parla di piccante, cibo piccante, roba piccante, peperoncini. Semplicemente li adora. Se li fa spedire dai parenti di giu’, ogni volta che puo’. Sapete la tradizione no? La cultura che passa di padre in figlio in padre in figlio…ecco, nella sua famiglia: tutti patiti di piccante e peperoncini. Qual e’ il guaio pero’? Eh, datemi un secondo che ve lo spiego subito. Il papa’ di lui lo ha convinto che il Chiancennu russo, cosi’ chiamava quel noto piccolo indifeso baccello rosso piccante, era il piu’ potente del munno. Effettivamente ne bastava una sbriciolata di uno secco in una pasta per renderla quasi immangiabile. E Renzo, il grand’uomo convinto, ne sfarfallava ben due sopra gli spaghetti. Era un figo. Non fosse che un suo amico, campagnolo di detto e di fatto, che veniva dalla campagna della campania, gli aveva procurato, ben conscio del debole dell’amico per quei mignolini rossicci, un suo prodotto proprio di lui, che veniva proprio proprio dal suo medesimo di casa orto. Questo campagnolo, come si suol dire, ne sapeva un pochino di piu’ in materia, ma come spesso accade, chi ne sa di piu’ tace e fa fare all’altro la figura del bislacco. Che accadde? Orbene, tutti sappiamo che i peperoncini freschi sono molto piu’ piccanti e potenti di quelli secchi perche’ contengono piu’ acqua e piu’ principio attivo, e questo gli porto’ all’ora di pranzo, in mezzo alla piazza, da far assaggiare, uno di questi ma un poco piu’ speciale. Il babbo di lui aveva una nonna che ai tempi che furono conobbe per caso un tale che era da poco tornato dall’Egitto con una pianta di un rarissimo peperoncino superpotente e che aveva diligentemente piantato nell’orto e coltivato e propagato fino a farne un bene che era stato sempre tramandato da padre in figlio. Cosicche’ Renzo, bell’uomo amato da tutte, gran figo di bocca forte con un sorriso disse che lui sapeva bene cos’era il piccante e che non c’era esperto alla sua altezza in tutta la citta’. Prese questo piccolo pezzo di tritolo rosso fuoco e se lo mise in bocca sorridendo, bazzecole!

Cazzata.

Come diciamo noi trentini…

Cazzata.

Grande enorme cazzata.

Per fare il gradasso lo mastico’ anche per bene, come per mostrare che i veri intenditori, insensibili alla sensazione piccante si concentrano sul gusto e sull’aroma soprattutto del piccolo rosso bastardo e quindi amplifico’ la sensazione piu’ che decuplicandola. Dapprima senti’ il solito bruciore salire alla bocca, dopodiche’ lo senti’ aumentare. Non smetteva di aumentare pero’. Quando temette che fosse arrivato al massimo che aveva sperimentato e che poteva sopportare, lo inghiotti’, perche’ pensava di allontanarne il bruciore, e si disse intra se stesso: almeno e’ giu’, non posso fare brutte figure, e per il resto faccio finta di niente, fingero’ di non aver nulla.

Cazzata.

Altra grande cazzata.

Fingero’ disse!!
Povero ignaro imbecille!

Il bruciore continuava ad aumentare e in piu’ adesso aveva spalmanto il bolo alimentare rivestito di carta vetrata al plastico tutto nell’esofago fino a raggiungere lo stomaco. Comincio’ a ruttare seduta stante con grande nausea a seguire. Ogni respiro diventava arduo, ogni volta che inghiottiva la saliva che arrivava nello stomaco sembrava polvere da sparo mischiata bile di struzzo e tutto comciava a contrarsi, cominciavano robe tipo spasimi, lo stomaco si contorceva, la gola urlava, la nausea lo portava quasi al vomito. L’amico comincio’ a ridere sonoramente mentre lui rubava la birra ghiacciata ad una coppia seduta al bar per deglutirla immediatamente, pensava che essendo ghiacciata avrebbe aiutato, e…
…e se la rovescio’ dritta in faccia.
Forse fu’ quella risata sonora o quel gesto scattoso e plateale ad attirare l’attenzione di lei, che non appena lo vide si irrigidi’, caccio’ un urlo da far tremare tutti, e raccolse il suo cagnetto da terra, come per proteggerlo e comincio’ a puntargli l’indice addosso:”Tu! …Tu!!”

to be continued

Giacomo

Un pensiero riguardo “Sei persone in cerca d’autore, scena seconda

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...