Faccialibro ed i verdoni

Me ne andavo esplorando il misterioso mondo di Faccialibro, quando questo pomeriggio mi sono imbattuto in un giochetto, in una applicazione davvero carina, in cui ci si costruisce la propria cittadina. In sostanza, bisogna fare soldi e con quei soldi costruire case, edifici di ogni genere e quant’altro. Interessante innanzitutto lo schema della vita proposto. Si possono costruire edifici per accrescere la popolazione, altri per accrescere la felicità (materiale) della popolazione stessa, altri ancora per decorare la cittadina. E’ tutto qui, anche nel digitale la gente abbisogna di “panem et circensem” come nell’antica Roma. Ma c’è una cosa anche peggiore e cioè che i soldi virtuali si possono comperare…con i soldi veri! Tramite Visa, paylpal o quant’altro, è possibile acquistare soldi in un mondo fittizio depauperando il proprio conto in banca. E’ buffo. La vita reale è sempre più fittizia e la vita virtuale sempre più reale. E’ come se questi due mondi avessero qualche tempo fa iniziato a convergere ed adesso la differenza non sia poi così netta.

Con il mio lavoro ottengo del denaro (un numero in banca più alto, che non è da nessuna parte e non corrisponde a nulla). Questo denaro però lo posso prendere ad una macchinetta e con quello, se vado dal macellaio, mi da la carne! Per certi aspetto questo ha dell’incredibile, sebbene venga percepito come normale. Ma peggio. Quello stesso denaro che posso utilizzare per comperare della carne, che mi serve per mangiare e vivere, lo posso utilizzare anche per il piacere, per il cinema, per andare a battone, per ubriacarmi con gli amici…insomma, per fare il pieno di emozioni. Questo è il punto: ci cibiamo di emozioni. Di vario genere, ma sempre emozioni. Allora capite bene che, se una realtà virtuale è capace di donarmi emozioni senza passare attraverso la materia e cioè senza darmi, fisicamente, nulla, io sono disposto per quelle emozioni a comperare denaro in un gioco su facebook, utilizzando il mio denaro contante. Il giorno che sarà possibile collegarsi ad un dispenser di piacere con un cavo piantato direttamente nel plesso solare, quel giorno spenderemo i nostri soldi per questo.

Questo Faccialibro non lo sa, questo lo sanno però coloro che guadagnano sul nulla. A chi vanno infatti i miei soldi quando compro denaro, irreale a non coniato da nessuna banca, su facebook? Chi li guadagna? Cerco le risposte. Certo è che, nel frattempo, se il faccino che indica lo stato di benessere del mio popolo fittizio è triste…quasi quasi…il denaro virtuale lo compero. Così qualcuno mi pianta un palo nel culo, con una musichetta innoqua ed una faccina disegnata a mo’ di cartone animato, assai triste.

Giulio

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