All’ospedale

Si viene per guarire
si viene
per morire.

Questa stanza numero quattro
non ti rappresenta:
troppo pulita, ordinata, colori
delicati.

Però le pareti azzurre
chiare come 
quel manifesto in cucina 
– ricordi?

E poi un vaso di fiori 
chi ti ama ti stringe la mano, ti accarezza
i capelli ancora
ricci.

La pancia gonfia, il respiro
il respiro, il respiro affannato
ce la fa ancora, ce la fa, ce la fa
per ora.

Ti ho vista che eri?
Siamo state vicine – dimmi – sapevi?
Hai sentito chiamare il tuo nome, i nostri
li udivi?

Chissà dove e in che modo sei 
diversa
da prima, da noi che siamo
senza. 

Lo smalto rosso, la voce, un lampo
negli occhi
sei tornata soltanto
un momento.

Ci mancherai.

Arianna

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Che ci faccio qui, su questo pianeta? Di preciso non lo so. Me lo chiedo spesso, però. Per ora sono arrivata alla conclusione che sia per contribuire a rendere la realtà interna (me stessa) ed esterna (il mondo in cui vivo) un posto più accogliente per tutti. Per sentire mie le battaglie combattute in nome dell’uguaglianza, della libertà, della giustizia. Per esercitare la compassione e provare a comprendere.

2 thoughts on “All’ospedale

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