La via dei paesi dimenticati

Quanto è vario il mondo.

Esistono paesi che con tutta probabilità non abbiamo mai sentito nominare, nomi sconosciuti. Non sapevamo che sulla stessa terra che calchiamo ogni giorno potessero esistere luoghi così diversi.

E come potevamo immaginare una realtà così lontana dalla nostra? Viviamo sullo stesso pianeta eppure ci sono tantissime cose che ancora non sappiamo, i nostri vicini di casa sono estranei mai visti, li ignoriamo completamente.

Crediamo che nulla sia nuovo, che tutto sia già stato scoperto perchè esiste, è un dato certo, è segnato sulla mappa. Ma la mappa, noi, non la conosciamo, quel luogo non l’abbiamo mai visto, e crediamo di sapere già o che non sia interessante perchè non è più mistero. Sì, è da molto che il Myanmar esiste sulle carte geografiche, eppure tanti di noi forse non hanno mai sentito questo nome, tanti altri non hanno mai visto nemmeno una foto. E questo è un mistero.

E così con moltissimi altri paesi, culture…

Se altri sanno, hanno visto, non vuol dire che anche noi sappiamo.

Eppure, su questa enorme terra, viviamo tutti sotto lo stesso cielo.

Tutti sotto lo stesso cielo ma ognuno si iberna ignorante nella sua piccola buca scavata per terra che vive e contempla e dalla quale sentenzia parole di pace e di uguaglianza senza sapere nulla dei propri fratelli, una piccola buca stretta che viene indossata come se fosse la più grande delle ricchezze, buca dalla quale non si esce mai, non si alza mai la testa per vedere cosa esiste attorno,  come è fatta la terra, cosa accade da quella parte, quali meraviglie si nascondono dall’altra, quali problemi o sofferenze si nascondono dietro il…

…tutta una vita vissuta così, una facciata e poi…

…rimane da scoprire, come…

…e tutto prosegue, fino alla fine senza che…

…così, mi sembra molto triste. Non voglio fermarmi qui, voglio continuare, capire, esplorare il mondo. Voglio uscire dalla mia buca, oggi mi sta davvero stretta.

Giacomo

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3 thoughts on “La via dei paesi dimenticati

  1. Cercavo nella memoria i nomi dei paesi abbandonati dagli emigrandi. Svuotati di tutti i suoi abitanti ed ora rimasti forse disabitati. Scheletri svuotati di ogni organo, vite disperse altrove, di cui nessuno rammenta l’esistenza.
    Ho composto la frase ‘la via dei paesi dimenticati’ e mi sono trovata qui.
    Amo la geografia antropologica, conoscevo Myanmar senza averlo visitato.
    Grazie per la riflessione e le foto.

  2. Belle riflessioni e belle foto, Giac, grazie.
    Condivido la necessità di uscire dalla buca ma, allo stesso tempo, mi sembra importante riconoscere i nostri limiti: la terra, le altre culture, la scienza, l’arte, la vastità e varietà dei viventi resteranno sempre un mistero per noi. Non possiamo conoscere né vedere tutto. Questo naturalmente non deve rappresentare un alibi per non allargare i propri orizzonti ma ritengo importante restare consapevoli dei nostri limiti… senza contare che se viaggiamo dall’altra parte del mondo appena abbiamo una settimana di vacanza (conosco persone che lo fanno), “consumiamo esperienze” ma difficilmente capiamo qualcosa (secondo me). Oltre al fatto che inquiniamo parecchio, anzi troppo.

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