Jogging

Jogging.
E’ febbre.
Lui esce di casa, corre in ciclabile abbastanza veloce per 60 minuti, si ferma a metà per un po’ di stretching sotto il ponte. Calzoni firmati tecnici, maglietta tecnica, scarpette ultraleggere. E’ serio, il viso è abbastanza contratto. Calzini bianchi. Un orecchino, anello, all’orecchio destro, d’oro.

Lei esce di casa, corre lungo il fiume per 45 minuti. Corre tenendo le ginocchia incollate assieme, come se le avesse legate un attimo prima di uscire l’una all’altra all’altezza del ginocchio. Le cosce grandi, rotonde e sproporzionate,  rimangono per tutto il tempo adese l’una all’altra. Per correre muove solo la parte finale della gamba disegnando con i piedi semicerchi orizzontali per terra. E’ molto goffa e respira affannosamente. Il viso è contratto. Si muove come se fosse molto pesante. Non scambia mai occhiate con nessuno, se la guardi negli occhi lei abbassa lo sguardo per terra.

Questo qui invece fa 50 minuti. Calzoni cortissimi, gambe molto muscolose, da culturista e abbronzate e  senza un pelo. Da lontano sembra che corra con le mutande. Fa una corsetta leggera continuando a guardarsi intorno. Se non si guarda intorno guarda in basso, verso i suoi piedi, verso le sue gambe. Avrà 50 anni, bel fisico, ben tenuto. Quando incontra le altre persone che corrono li fissa negli occhi, poi, quando sono passate oltre, ritorna con il suo sguardo in basso, sulle sue gambe depilate.

Loro corrono sempre insieme. Se una manca l’altra non esce. Camminano sempre un po’, poi fanno una corsetta leggera, poi camminano nuovamente. Non hanno un tempo preciso, tuttavia non gironzolano mai per più di un ora. Hanno visi puliti, abbronzati, lisci, cremosi, patinati quasi. Sono truccate evidentemente anche sugli occhi. Le sopracciglia di entrambe sono una linea perfetta. Non vediamo mai chiazze di sudore su di loro, come invece notiamo sulle altre persone. Lasciano dietro una scia di profumo, come quello da mettere sotto le ascelle, talmente forte da dare fastidio. Ridono rumorosamente di frequente.

Lui è sulla sessantina, capelli bianchi. Passo molto lento, pantaloni lunghi della tuta anche se l’aria è 28 gradi. Non sembra sudare molto. Ha sempre gli occhiali da sole, la barba è incolta. Corre per 30 minuti poi sparisce. Nessuno sembra notarlo, rimane in disparte sul marciapiede, poi talvolta, se c’è molta gente che corre sul marciapiede, scende e corre, sempre col suo passo molto lento, sulla carreggiata, dove passano le automobili.

Lei è sulla cinquantina, calzoni attillati, maglia attillata. Passo lento ma costante, anche lei non muove le anche. Meno di quell’altra però. Ci chiediamo se il ginocchio delle donne pesi molto. Respira affannosamente, il viso è sereno. Quando ci passa vicino ci guarda negli occhi, alza un po’ il mento, accelera leggermente il passo e poi ritorna con lo sguardo in avanti, sulla strada.

Lui è molto giovane, veste largo. Corre con un buon passo per un tempo indefinito ogni volta perchè sparisce e non si capisce dove vada. L’altro giorno l’abbiamo visto finire a correre nel parco, l’altro ancora sulla strada, l’altro ancora vicino ai campi da calcio. Ha i capelli lunghi e ricci e il viso pallido. Non sorride mai. Spesso lascia dietro di sé un cattivissimo odore di sudore. Non si guarda mai in giro. Non scambia mai un’occhiata con nessuno. Non risponde se lo saluti.  Non ti guarda nemmeno. Non sembra che gli altri esistano per lui, sebbene rallenti o si fermi quando non riesce a passare e il marciapiede è pieno di gente.

Lei veste un paio di pantaloni firmati tecnici, maglietta tecnica, polsini, ipod fermato al bicipite, fascetta per il sudore, orecchini, occhiali da sole, coda legata biondo tinto che le saltella sulla schiena. Le scarpe hanno dei brillantini appiccicati e sembra molto seria. Anche lei non parla, non scambia occhiate con nessuno, fa finta che tutti non esistano. La musica che ascolta negli auricolari è molto alta, la sentiamo ogni volta che completa il giro e ci passa di fronte sebbene non riusciamo a riconoscere alcun cantante conosciuto.
Quando abbiamo finito di fare stretching cominciamo a correre anche noi.

Giacomo A. Kristof

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