La cacca: storia di un uomo e le sue feci

Oggi mi è capitato di cacare in un bagno pubblico e mi sono sentito proprio a mio agio. Ma non è sempre stato così. Per me, fare la cacca in luoghi altri dal bagno di casa mia è stata una conquista durata lunghissimi anni. Oggi ne parlo. Da piccolo avevo molti problemi legati al fare la cacca in giro, per i seguenti motivi:

  • puzzava
  • mio padre diceva che puzzava
  • avevo bisogno di molto tempo per farla
  • amavo leggere sulla tazza
  • era un momento di grande intimità

Per questo motivo da piccolo in alcune occasioni sono arrivato a farmi la cacca addosso: fuori casa proprio non volevo farla. Crescendo sono migliorato al punto che a casa di amici e parenti mi concedevo di andare in bagno, ma sempre con imbarazzo e una punta di vergogna. Sempre all’ultimo momento, quando era proprio inevitabile. Anche in fatto di scoregge, ero parecchio pudico. Non le condividevo con nessuno.

Poi ho iniziato a viaggiare e la Cina mi ha completamente trasformato in questo senso. Il primo giorno in ostello a HK attendevo per scorreggiare che gli altri fossero usciti dal bagno comune. Poi sono inziate le turche ed il progressivo avvicinamento al suolo ed alle tecniche più primitive di cacata. Ho imparato a leggere anche in posizioni scomode, poi ho imparato a farla in una latrina maleodorante (se ti scappa molto, diarrea specialmente, impari). Infine l’altopiano tibetano. In Tibet ho imparato a cacare insieme con altre persone sconosciute. Magari in mezzo ad un campo arido e pieno di carta igienica, enorme e chissà perché questi due si sono messi proprio a cacare a mezzo metro da me. Perchè? Sul lago Nam-tso, mentre cacavo al freddo gelido nel bel mezzo della notte, ho sentito un qualcosa muoversi vicino a me. Era un cucciolo di cane che veniva a leccare la mia cacca da terra. Mi sono arreso anche a questo. In Africa poi ho imparato a farla con gli scarafaggi che scappano quando entri, con le mosche e l’odore nauseante di emme. Ho imparato a farla pestando in quella degli altri, se necessario.

Ora, quando sono in un luogo pubblico, caco e mi sento proprio bene, proprio a mio agio ed anche se scorreggio o lascio dell’odore, com’è naturale che sia, rimango perfettamente limpido e tranquillo, come fossi a casa. Certo, ho ancora bisogno del libro. Mi piace proprio sentirmi a mio agio in bagno.

Giulio

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3 pensieri su “La cacca: storia di un uomo e le sue feci

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