Alla fine

Giulio

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2 thoughts on “Alla fine

  1. Sai cosa? Ho sempre più spesso l’impressione che la morte non sia una conclusione, bensì un’interruzione. Come un libro rimasto a metà, come quando guardi un film e salta la corrente, come una parola pronunciata ma solo un pezzetto, e poi basta. E non sai che parola fosse. Non lo saprai mai.
    Ogni perdita implica un senso di incompiutezza, ti vengono in mente tutti i progetti che resteranno irrealizzati, le parole che non dirai né ascolterai, quelle che avresti potuto ripetere, e pensi a quanto poco conoscevi chi ti stava vicino. Però non si tratta di una conclusione, bensì di uno strappo. Che bisogna ricucire con quotidiana fatica.

    Tutto questo, ovviamente, dal punto di vista dei sopravvissuti. Dal punto di vista dei morti, invece, forse è una conclusione, non so.

  2. Cara Arikita ti appoggio. Credo che la morte sia un momento “forte” di trasformazione, per tutti. Le interruzioni non le vedo bene nel grande disegno che dispiega le sue forme nel vento. MORTE e FINE sono un linguaggio umano per definire ciò che appare come un punto senza ritorno che si esaurisce nel nulla. Ma il nulla non esiste, se esiste qualcosa e qualcosa esiste. ;O)))
    Ognuno di noi vive le innumerevoli trasformazioni della vita in modo diverso, ma alla base sono “solo” trasformazioni e ciò che sta alla radice delle trasformazioni.. credo sia imperituro…
    Un abbraccione, Fil

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