Il giramondo nordico: Roma

Abbiamo ricevuto molte lettere di abbonati che seguono con interesse la nostra rubrica di viaggi, siamo lieti che abbiate apprezzato il reportage in tre puntate sulla zona industriale di Rovigo e la guida ai bar sport di Brescia, uscita durante tutto l’arco dello scorso anno. Senza negare il fascino che emanano i luoghi di cui ci siamo sempre occupati, diversi lettori ci chiedono di spingerci più in là, buttarci nei misteri dell’esotico e dell’oriente. Abbiamo deciso quindi di lanciarci in un viaggio all’estremo confine del conosciuto e siamo andati… a Roma!

Vogliamo anzitutto sfatare un falso mito assai diffuso: per chi si appresta a visitare Roma non ci sono vaccinazioni obbligatorie, anche se le profilassi contro epatite e malaria sono sempre consigliate quando ci si sposta verso sud, oltre i confini del mantovano.

Un aspetto estremamente rassicurante per il viaggiatore è che le prese della corrente sono uguali alle nostre e non servono adattatori, sempre scomodi e fragili da portare con sé in viaggio. Inoltre, la maggior parte degli abitanti di Roma parla italiano o comunque lo capisce molto bene: potrete ordinare pastasciutta e filetto nei ristoranti senza alcuna difficoltà. Gli irriducibili vanno avvisati che non è facile trovare polenta e musso o canederli in brodo con speck, ovviamente si richiede una certa qual flessibilità culinaria al viaggiatore zaino in spalla che si reca in luoghi esotici. Diversamente da altre zone del medio oriente, comunque, il cibo non è particolarmente speziato e non risulta più difficile da digerire rispetto a certi bolliti a cui siamo abituati.

Un altro particolare che colpisce di Roma è la presenza di una nutrita comunità cristiana, che pare risiedervi da molto tempo, forse addirittura più di cento anni. Stupisce che nel cuore del regno dell’Islam vengano tollerate tante chiese. A parziale spiegazione di ciò contribuisce l’erronea ma diffusa convinzione che Tripoli si trovi a meno di 30 km da Firenze, convinzione che va decisamente corretta.

Senza alcuna pretesa di esaustività, pensiamo di aver tracciato un bozzetto a forti tinte di una città che a tutt’oggi mantiene attorno a sé un pesante alone di mistero, che tuttavia può essere visitata non solo dagli avventurieri ma anche dai più curiosi fra i nostri lettori.

Nella prossima puntata: oltre l’Equatore, viaggio alla fine del mondo a Cosenza, enclave di bianchi nel cuore dell’Africa Nera.

Il vento del Nord

settimanale di informazione settentrionale

Niccolò

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4 thoughts on “Il giramondo nordico: Roma

  1. Stimato editore de “Il vento del Nord”,

    vorrei porre una domanda che credo possa interessare anche altri lettori: occorre un visto per visitare Roma?

    Nella speranza che Lei possa rispondermi al più presto, Le porgo cordiali saluti,
    Una lettrice affezionata

  2. Stimato editore de “Il vento del Nord”,

    ma a Roma c’è l’acqua per lavarsi?
    Non è stato detto nel post quindi mi chiedevo…

    Distinti saluti,
    Un lettore affezionato

    • e soprattutto… è potabile?
      Inoltre ho un interesse in particolare. Come ci si regola in tali regioni lontane per quanto riguarda gli escrementi? E’ già stata superata l’usanza della defecazione a cielo aperto o permane nella popolazione terricola?

      Distinti saluti e complimenti per l’articolo,
      chissà che un giorno non faccia anch’io la pazzia di visitare tali luoghi lontani!

      dott. Bertoluzza

  3. Spettabile Re Dazione,
    vi scrivo per esternare il mio disappunto circa le fandonie che mettete in giro:addirittura l’esistenza di una città al di sotto di Mantova. Come potete pensare che oltre l’Eridano possa esserci vita intelligente o anche solo semplicemente vita?
    Porre i vostri lettori in condizioni di pericolo, invitandoli a visitare terre della cui esistenza non siamo neppure certi, così come non siamo certi di cosa vi si trovi o di quali barbariche abitudini vi si siano sviluppate, se mai c’è stato uno sviluppo di qualcosa.
    Sono esterrefatto dell’incosciente incoscienza che coscientemente guida le vostre coscienze nel proporre ai lettori come me stralci di leggende ed eresie.
    Spero che nel prossimo numero vi diate una calmata.

    Un lettore in bilico, Giovannino Impolentato

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