Essere responsabili

Dal dizionario responsabilità significa:
l’essere responsabile; il poter essere chiamato a rispondere degli effetti dannosi delle proprie o altrui azioni.

Ma cosa vuol dire agire?
Agire è anche scegliere di NON agire.

Per questo la responsabilità è anche presso chi consapevole non agisce.

Il male nel mondo, scrisse un grande, esiste non solo perchè ci sono persone che perpetuano il male, ma anche perchè ci sono persone che vedono il male e non dicono né fanno niente.

La responsabilità ci tocca nel momento in cui abbiamo il potere di fare una scelta, qualunque essa sia.
Scegliere è agire, e scegliere di non agire, è comunque agire.
Per questo chi non ha scelta o non sa, pur facendo il male, non fa il male.
Per questo chi vede il male e sceglie di star zitto contribuisce al suo dilagare.

La responsabilità ci tocca nel momento in cui possiamo fare una scelta, e per fare quella scelta si presume che siamo venuti a sapere prima di qualcosa, di “condizioni” da cui nasce la possibilità di una scelta. Il Sapere precede la scelta e la responsabilità ad esso collegata. Sapere è Responsabilità perchè possiamo scegliere e agire tramite esso.

Per questo noi, nel momento in cui veniamo a sapere un fatto, qualunque esso sia, siamo già responsabili del corso degli eventi perchè possiamo fare una scelta.
Troppo spesso il fardello della responsabilità ci appesantisce e ci spaventa.
Troppo spesso facciamo finta di “non aver mai saputo” e così inganniamo la nostra mente, sentendoci meno responsabili.
Eppure…
…proprio scappando dalla scelta, proprio decidendo di non “immischiarsi”, si sta “agendo” e quindi la scelta è già stata presa. E’  quella del “non agisco e perciò non sono responsabile” l’illusione tremenda che dobbiamo assolutamente vincere, perchè se siamo consapevoli di”non agire” stiamo in realtà agendo a tutti gli effetti.

Non voglio sembrare troppo astratto con questo ragionamento, per cui faccio degli esempi.
Se so che una multinazionale sfrutta il lavoro minorile sono responsabile. Se continuo la mia vita come prima facendo finta di nulla rimango comunque responsabile. Se so che uno zio ha commesso un delitto su sua nipote e sto zitto, sono responsabile. Se so che un politico ha commesso dei crimini sono responsabile.
Se so che il mio stile di vita produce povertà in un’altra parte del mondo sono responsabile.
Responsabile è chi sa. Se decido di non informarmi sui politici perchè so già di venire a conoscenza di fatti sconvenienti e tristi sono responsabile comunque. Il NON-agire in modo consapevole, chiariamolo per tutti, è agire a tutti gli effetti, e per questo stiamo manipolando gli eventi, ne siamo responsabili.

Sapere è Potere, Potere di Scegliere, Potere sugli eventi, qualunque sia la nostra scelta.
Nel momento in cui Sappiamo siamo già ad un bivio e già ci è richiesta una scelta.
Nel momento in cui rifiutiamo di Sapere per non trovarci ad un bivio siamo doppiamente responsabili.
Abbattiamo insieme l’illusione di non essere responsabili solo perchè facciamo finta di non aver mai saputo. Essere Uomini è sapersi prendere le proprie responsabilità, anche di ciò che si sceglie di non fare.

Giacomo

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One thought on “Essere responsabili

  1. Condivido in pieno, James.

    Altre giustificazioni che usiamo per non sentirci sono responsabili sono: “Non ho scelta”, “Se non lo faccio io, lo farà qualcun altro”, “Tanto non serve a niente, quindi inutile rovinarmi la vita per questo”.

    1. “Non ho scelta”: è problematico, in effetti, stabilire quando possiamo scegliere. Chi agisce in condizioni “disperate” forse davvero non ha scelta. Non so. Credo però che a volte ci auto-persuadiamo di non poter agire diversamente, mentre un margine seppur minimo di scelta ci resta.

    2. “Se non lo faccio io, lo farà qualcun altro”: questo è vero. Ma è altrettanto vero che se nessuno prova ad agire diversamente non cambierà mai niente, di questo possiamo star sicuri.

    3. “Tanto non serve a niente, quindi inutile rovinarmi la vita per questo”: se faccio la spesa scegliendo prodotti ecologici, se evito i discount che sfruttano i lavoratori, se non uso l’aereo se non quando strettamente necessario (per voli intercontinentali, ad esempio), se limito il più possibile l’utilizzo dell’auto… se modifico il mio stile di vita, insomma, mi impongo dei sacrifici. Questo è evidente. Tuttavia, non sono altrettanto evidenti gli effetti positivi che questi sacrifici (economici, in primo luogo) producono. Quindi è facile demoralizzarsi e pensare: “Ma perché dovrei sacrificarmi – seppur parzialmente – se non ne vale la pena?”

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