L’intolleranza

I due precedenti post mi hanno fatto pensare. Io sono sempre stato un grande estimatore della tolleranza, che mi è sempre parso un atteggiamento che rende il mondo molto più sereno da vivere permettendo che gli altri facciano quello che pare a loro invece che quello che pare a me. In questa chiave non ho condiviso l’intolleranza nei riguardi delle stronzate di due post fa. Poi ho scoperto che c’è l’intolleranza alla tolleranza e ho dovuto rifletterci una mezz’ora mentre correvo per prendere bene le coordinate del discorso.

In effetti la tolleranza non è buona di per sè: lascia semplicemente il mondo com’è, mentre l’intolleranza porta necessariamente a cambiarlo. Si dovrebbe essere tolleranti verso le cose buone e intolleranti verso le cattive. Esistono gli intolleranti nei confronti degli omosessuali, come ci ricorda Icaro Inviolato (il cui nick, tra parentesi, è un lodevole esempio di elogio della castità in questo mondo saturo di sessualità da rosticceria), immagino che la maggior parte dei lettori di questo blog e delle persone di buon senso siano contrarie a questo tipo di intolleranza. Allo stesso modo, però, c’è chi non tollera i soprusi ed è ben visto dai più. Ci sono intolleranze religiose, intolleranze culturali, ma l’esempio più interessante è chi è intollerante al latte. Queste persone arrivano al punto di farne una questione di rigetto fisico, non sentono ragioni. Basta anche la presenza di una minima percentuale di lattosio che subito stanno male, hanno eruzioni cutanee, fanno mille versi. Eppure, questo mi lascia sconcertato, a fronte di un tale rifiuto inderogabile personale, non cercano di convincere gli altri della correttezza delle loro ragioni. Non ho mai incontrato un intollerante al latte che mi abbia lasciato un volantino per strada con un: “Diciamo NO alla nuova centrale del latte” oppure “Basta con i formaggi!”. E continuano imperterriti a guardare le pubblicità della Parmalat e del Granarolo, non li bevono ma lasciano che gli altri bevano. E’ un atteggiamento schizofrenico? Oppure un’attitudine alla vita da emulare? La verità è là fuori!

Fox Molder

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12 thoughts on “L’intolleranza

  1. Lo so lo so, te l’ho storpiato volontariamente, però l’ho fatto per puro divertissement, senza intenti denigratori, non come faceva Emilio Fede che chiamava Agnoletto “Agnolotto” ai tempi del G8.

  2. beh nella mia esperienza di vegetariana, posso anche dire che esiste l’intolleranza all’intolleranza…cioè, quando io dicevo di essere vegetariana per scelta…e che non volevo convincere nessuno a fare come me, solamente io non volevo mangiare carne…si formava sempre una discussione su quanto sbagliata fosse la mia scelta….su quanto io fossi incoerente, ipocrita (un paio di volte sono stata anche insultata in maniera diretta e senza mezzi termini) solo perché IO non volevo mangiare carne! Ma cosa gliene fregava a gente che io manco conoscevo che io non mangiassi carne!

    Poi ho capito…se tu fai una scelta diversa da quella socialmente condivisa…la società…sente che la propria posizione, che è quella condivisa, è messa in pericolo!

    È così anche per i matrimoni tra gay…cosa importa a una coppia etero che un’altra coppia omosessuale voglia firmare un contratto che tuteli giuridicamente la convivenza?

    Insomma…l’intolleranza ha mille sfaccettature…ma non tutte necesariamente sbagliate…

    • “Poi ho capito…se tu fai una scelta diversa da quella socialmente condivisa…la società…sente che la propria posizione, che è quella condivisa, è messa in pericolo!”

      Concordo in pieno, cara Mina.

    • Come al solito butto gambe all’aria la serietà del discorso, però il concetto di tolleranza è uno di quelli a me più cari e ci penso spesso. Proprio su Internazionale questa settimana parlando del liberalesimo riflettono sul concetto, è un articolo interessante. E comunque tendo a pensare che lasciar vivere in pace le altre persone renda più piacevole il mondo e ci renda più piacevoli al mondo.

  3. Pensate che io invece avevo preso questo post molto “seriamente”…
    ho pensato: “Giusto, dobbiamo emulare gli intolleranti al latte. Non urlare la nostra posizione né tentare di persuadere gli altri ma fare in modo che il nostro organismo, la nostra mente, tutto quel che siamo e che appariamo non assimili le brutture del mondo, ché se solo proviamo a ingerirle stiamo così male che ci passa la voglia di riprovarci”.

    • A parte il tono ridicolo e surreale con cui ho scritto, è l’atteggiamento che sto cercando di mantenere da un po’ di tempo. Sono già passato per una lunga fase in cui rompevo i coglioni alla gente dicendo che cosa dovevano fare, dato che avevo capito come girava il mondo e che cosa era giusto o meno. Non voglio più tornare a quella fase orribile, adesso cerco di fare quel che ritengo giusto e stop, basta propaganda d’assalto!

      • Propaganda d’assalto no, però credo sia importante trovare un modo per far conoscere ciò che si ritiene giusto, altrimenti il comportamento silezioso rischia di rimanere nell’ombra… e risultare poco incisivo.

      • Sono con Arianna in questa cosa. Nemmeno a me piace l’assalto, però Nicc, non è che si può tollerare proprio tutto tutto., sennò va a finire che le persone valide in nome della moderazione della tolleranza se la prendono in culo da coloro i quali tolleranti e moderati non lo sono affatto.

        E così, mi sa, il mondo non migliora. I fatti comunque mostrano che sei anche molto determinato, sulle cose che ritieni giuste, quindi ti passo questo elogio alla tolleranza 😛

        Baci, G.

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