La frutta

Ci siamo arrivati, alla fatidica frutta. Le parole che corrono sulle prime pagine dei giornali e nei forum di informazione, quelle che suonano più o meno come “Meglio essere uno sporco maschilista che essere gay”. A questo punto, cosa rimane da fare? Non lo sappiamo più, forse. Più che denunciare, indignarci, dire fare baciare lettera testamento, sembra che niente abbia la forza necessaria a far cadere questo soffocante potente che si è nutrito dei bassi istinti, che è stato votato dalle basse emozioni… Questo è il punto: Berlusconi è un’emanazione culturale (lo è sempre stato, lo è diventato?), penso a volte che sia una specie di concretizzazione di alcuni valori culturalmente accettati, un’incarnazione di come l’italiano vorrebbe che sia l’italiano che cerca di essere. Un uomo con una virilità ostentata, detentore di un potere squisitamente economico con cui può raggiungere i suoi obiettivi, raggirare la legge, trovando l’inganno una volta fatta la legge, o facendo una legge con l’inganno, sistemando i propri affari, salvaguardando gli interessi del familismo amorale. Un uomo che, nonostante l’avanzare dell’età, si attornia di gioventù, legittimando la costruzione di mete culturali allineate alla logica del successo e dei quindici minuti di celebrità. E ci sarebbe da dirne ancora: il fatto è che ho l’impressione che ad un certo punto B. sia apparso, come fosse stato creato nel laboratorio della società italiana, come fosse comparso nella forma che conosciamo, cullato e alimentato dalle nostre infime volontà di potere, pompate dal rampantismo degli anni Ottanta e dal modello d’azione sociopolitica che – piccolo incidente di percorso – Tangentopoli aveva mostrato. Che sia apparso come quella frutta geneticamente modificata che non marcisce mai, se non in chi se ne ciba, diventando tumore.

Gianmarco

 

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5 thoughts on “La frutta

  1. E’ un vecchio di quasi ottant’anni. Mio nonno alla sua età cantava canzoni fasciste e faceva commenti sul culo della badante. E’ anziano, il problema non sono le battute, che per uno il cui cervello comincia a decomporsi, ci stanno anche, il problema è il suo ruolo.

    In casa di riposo starebbe meglio e direbbe le stesse cose.

  2. E’ un vecchio, è vero, ma credo che molti giovani si riconoscano in quel modello, purtroppo. I commenti sul “culo delle tipe”, ad esempio, li fanno anche alcuni miei amici, e li ritengono innocenti.
    Di strada da fare ce n’è parecchia, temo…
    Coraggio, Aironi, al lavoro! 😛

  3. Una volta un professore mi disse che si parla con il cuore e si vota con il portafoglio, all’inizio non capii … Anni dopo un amico, indignato di fronte ad una berlusconata, mi disse che si vergognava ad essere rappresentato da gente del genere. Gli chiesi per chi avevesse votato e lui mi disse…”purtroppo per lui”. Gli chiesi spiegazioni (stupito che in tutti questi anni di berlusconismo avesse criticato costantemente il premier ma lo avesse comunque votato)… la risposta illuminante che ebbi fu “i miei genitori sono liberi professionisti”. Si parla con il cuore, si vota con il portafoglio.

    Una società che legittima e istituzionalizza l’inganno e l’interesse personale non può fare altro che supportare un partito come quello del premier che in gergo politico viene definito “pigliatutti”: senza ideologia, dominato da tematiche populiste e focalizzato sul sensazionalismo elettorale atto a coinvolgere ampie fasce di popolazione attraverso interessi trasversali. Una società che si identifica con valori superficiali e corrotti non può che avere un governo rappresentativo di questa situazione. Ogni paese ha il governo che si merita. L’ascesa di questa classe politica è pertanto lo specchio della fase storica di degrado morale e spirituale che il nostro paese sta attraversando.

    Accendiamo una piccola speranza e battiamoli sullo stesso terreno, quello dell’informazione e della formazione delle coscienze.

    • Bella riflessione, grazie!
      Hai ragione, il problema è proprio che al “momento del dunque” prevale spesso l’interesse personale immediato… se si ragiona a lungo termine, invece, a nessuno conviene votare Berlusconi!

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