Libero

Libero. A volte mi chiedo cosa significhi essere libero. Forse scegliere autonomamente la propria prigione, la propria gabbia?
Hobbes concepiva la libertà come assenza di leggi che pongano dei limiti alle nostre azioni: si è liberi finché non sussiste una legge che limiti il nostro agire. Tecnicamente noi, come cittadini, abbiamo in comodato d’uso il nostro corpo: apparteniamo infatti allo Stato, il quale si prende cura di noi dalla culla alla tomba. Il nostro corpo è dello stato, il suicidio è proibito e il danneggiamento del proprio corpo o di quello altrui sono punibili dalla legge. Anche la nostra libertà viene pertanto inscritta nei confini legislativi.
Attraverso questa burocratizzazione è possibile una “calcolabilità dei risultati”, ognuno ha dei doveri e dei diritti precisi, ma tale uniformità delle “regole” può portare ad una spersonalizzazione della società: esclude il particolare in virtù del generale, nonché l’aspetto emotivo, irrazionale, individuale.
Questo processo, definito da Weber di “razionalizzazione”, è caratteristico del nostro tempo e pensato per il coordinamento e la pianificazione su larga scala dell’attività dei cittadini (massa). Grazie alla gerarchizzazione della società e alla sua burocratizzazione è quindi possibile il controllo delle attività sociali e, di fatto, un controllo attivo della libertà di ogni individuo.
Tuttavia abbiamo deciso di sacrificare un pezzo della nostra “libertà complessiva” in virtù di tutelare la nostra libertà negativa: certezza di non essere sottoposti a schiavitù o sottomissione fisica etc…
La nostra vera libertà, la libertà percepita dalla nostra psiche, si identifica pertanto con la libertà positiva, nel senso di autonomia del pensiero. Di questa libertà, a parer mio, dobbiamo prenderci cura giorno per giorno, senza mai darla per scontata e senza delegarla ad altri.
Il rischio è quello che subisca anch’essa un processo di razionalizzazione, permettendo quindi (allo stato, al potere o chi per lui) il controllo non solo sulle attività sociali, ma anche sull’etica e sul pensiero.

Rob

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3 thoughts on “Libero

  1. Bellissime foto, Rob. Perchè comunicano emozioni.
    Al di là di tutto, credo che la vera libertà occorre conquistarsela a fatica. Ma essa risiede sempre dentro di noi.

  2. Concordo con Deme.
    E aggiungo: la libertà ha due facce, “libertà da” e “libertà per”. La prima è la libertà negativa, l’assenza di schiavitù (libertà dal bisogno, ad esempio), la seconda la libertà positiva, è il “cosa te ne fai della libertà che hai”. Un po’ di mesi fa avevo postato questa poesia a proposito di libertà https://aironidicarta.wordpress.com/2010/02/18/liberta/
    …così, magari aggiunge qualcosa al dibattito 😉
    A presto!
    Ari

    • Penso che sia l’antica distinzione fra “libertà di” e “libertà da”, più che “libertà per”. Il “per” introduce una finalizzazione che non è propria della condizione, ossia dello stato di libertà, che non ha un movimento in sé, né per altro, bensì è una condizione a monte dell’agire razionale, ossia finalizzato a uno scopo. Dio benedica Weber, ma anche no (detto da un sociologo, poi.)

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