A mia nonna

Minuscola
ancora ripeti
“sei cresciuto”
ma da anni sei tu
ad esser piccina.
Raccolgo di te
la figura sfumata
che ruga su ruga
scompare.
Bianca è la veste
di mattina, bianca
la pelle
della tua mano stanca.
Hai sepolto
le labbra di oggi
nella vita di ieri:
il futuro non aspetta
e t’abbandona
poco a poco
piegata nei ricordi.

Piegato indietro
un giorno forse
anch’io riavrò quei doni
che tu mi feci
e adesso
proprio non ricordo.
E con quelli magari
il tuo volto più giovane
che dirò e ridirò
e dirò ancora
a nipoti già grandi
stanchi
di storie da vecchi
masticate tra le gengive
mie, stavolta
e inciampate tra labbra
senza più denti.
Sepolte anch’esse
nella terra scura
della vita di ieri.

Giulio

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4 thoughts on “A mia nonna

    • E’ proprio quello…che una immagine sempre da sempre macchiata di una certa austerità alla fine prende una forma di tenerezza: proprio nel momento in cui il corpo appassisce e rimane qualcosa di traslucido…che sia l’anima?

      G.

  1. La marea del tempo, Giulio, accarezza e spesso pulisce l’arena della nostra essenza,
    dimenticata fra le molte conchiglie rotte di una vita.

    Una poesia che mi ha toccato.

    Shakbar

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