Il mimo e la zingara

Ieri mattina, dopo la pioggia, il sole è venuto a baciare le vie del centro. Era tutto uno scintillio di riflessi, d’acqua e di luce. Insieme alle persone emerse dalle tane-appartamento sono sbucati i mimi e le zingare, così come si chiamano in gergo. I mimi e le zingare chiedono tutti l’elemosina, ma lo fanno in modi differenti. I primi sono vestiti completamente di bianco, volto dipinto, puliti. Le seconde sono sporche e trasandate. I primi sono uomini alti ed eleganti, con spalle larghe e postura nobile, le seconde sono vecchie e gobbe. I primi silenti. Le seconde recitano una nenia antipatica, una preghiera smoccolata nell’aria. I primi sono immobili, mentre quelle ciondolano avanti e indietro in un continuo domandare.

Entrambi chiedono l’elemosina. Ottengono lo stesso risultato con due tecniche completamente opposte. I mimi attraverso un’arte e senza chiedere, le seconde con cartelli mal scritti e bicchieri di plastica per le monete. Molto probabilmente perfino le persone che danno un soldo, sono diverse. In un certo senso, i mimi e le zingare, si spartiscono due fette di mercato. Ma c’è una bella differenza.

C’è davvero?

Io pensavo ci fosse, fino a ieri. Fino a quando, camminando per le stesse vie nel pomeriggio ho visto una strana combriccola, inaspettata. Due mimi e due zingare che mangiavano insieme uno spuntino nella piazzetta dietro al Duomo, ridendo e scherzando allegramente in una lingua sconosciuta. Ecco. I mimi e le zingare sono probabilmente mariti e mogli, entrambi con un travestimento, entrambi attori capaci di recitare una parte per le vie del centro e di raccogliere il denaro dei passanti.

Io non so dove e come vivano, ma sono sicuro che la sera, quando marito e moglie si tolgono il cerone della giornata, il mimo e la zingara si trasformano in persone normali, vivono mangiano e dormono come tutti. Probabilmente litigano pure e chissà come s’incazza un mimo di professione, tutto il giorno immobile e chissà come risponde per le rime una zingara, tutto il giorno passato a chinare il capo.

Giulio

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2 thoughts on “Il mimo e la zingara

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