Chiglia malata

Giulio

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4 thoughts on “Chiglia malata

  1. Sì! Quel “barchetta” riferito ad un essere umano mi ha comunicato subito un senso di grande tenerezza, come se i “fragili vascelli” del Cantico dei drogati di De Andrè si fossero umanizzati ancora un po’, si fossero ancora rimpiccioliti fino alla vera misura umana. Di fronte al mare aperto.

    I primi due versi li ho scritti nella notte, questa poesia è una notturna: mi sono svegliato alle cinque (da un sogno :P) e mi sono venuti i primi due versi. Quando ti vengono in mente dei versi nella notte è sempre durissima, perché bisogna alzarsi, prendere carta e penna e fissarli, sennò scappano via per sempre. Non ci sono tecniche alternative.

    Spesso i versi notturni sono incisivi, che vanno diritti dove devono a toccare l’emotivo…sono come raggi riportati nel mondo del giorno da… un altro mondo, da un’isola che non c’è, che rimane celata quando la mente è “sveglia”!

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