Anestesia locale

Come rispondere “bene, dài”
come niente d’importante
come riesci, se hai tempo, del resto
come “chissà dov’ho messo”
come un livido che non sai com’è che
come gli organi, dentro, quando sani 

gravità
di cose che cadono
senz’emozione.

Arianna

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Che ci faccio qui, su questo pianeta? Di preciso non lo so. Me lo chiedo spesso, però. Per ora sono arrivata alla conclusione che sia per contribuire a rendere la realtà interna (me stessa) ed esterna (il mondo in cui vivo) un posto più accogliente per tutti. Per sentire mie le battaglie combattute in nome dell’uguaglianza, della libertà, della giustizia. Per esercitare la compassione e provare a comprendere.

6 thoughts on “Anestesia locale

  1. Sì, forse non sono riuscita a comunicare quel che volevo…
    Ho evocato alcune “cose” che capitano, che ci cadono addosso, ma di cui non ci rendiamo conto, rispetto alle quali siamo distratti, disattenti. Frasi che diciamo tanto per dire: cosa significa “Bene, dài”? O “tutto sommato”, “come riesci” (che è diverso da “quando riesci”). Se un tema non è importante… allora perché ne parliamo e perché quando chiediamo qualcosa aggiungiamo “se hai tempo”? La vogliamo o no, quella cosa che chiediamo?
    O quando non facciamo attenzione a come ci muoviamo, sbattiamo contro i mobili e poi ci rimane il livido, ma non sappiamo neanche ricostruire com’è che… ce lo siamo procurati? Chi se ne accorge dello stomaco, finché non comincia a farci male, un giorno qualsiasi, palesando in questo modo la sua presenza?
    Tuttavia, queste cose a cui non badiamo non sono per questo “leggere” ma, al contrario, hanno una loro “gravità”, cadono… senza emozione, senza che ce ne accorgiamo, e si depositano sul resto, come la polvere.

  2. Anch’io l’ho apprezzata moltissimo.
    E’ il genere di poesia “critica” che mi piace un sacco.
    Siamo pieni di quei gesti, di quelle frasi tanto per riempire qualcosa…
    Dovremmo davvero darci un “taglio”…

    soprattutto gli ultimi versi
    “gravità
    di cose che cadono
    senz’emozione.”

    Infatti hai usato al posto di “accadono” l’altra più forte e più carica di significato “cadono” (gravità – legge naturale, fuori dalla volontà umana) e chiudi con un “senz’emozione” sottolineando ancora questa metafora puramente fisica, assenza di presenza dell’uomo (emozioni). Questa frase finale mi ha portato alla mente una sensazione di rocce, sassi, che freddi inerti, privi di vita-emozioni-anima semplicemente cadono-accadono per chissà quale legge naturale, il caso forse? come quei fatti da te raccontati a cui diamo la stessa importanza-attenzione.

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