Iran

I quotidiani, le riviste e le televisioni di mezzo mondo hanno parlato di Onda Verde, Rivoluzione Verde, di speranza per una rivoluzione democratica, della nascita di un nuovo paese… Ma, come sempre, a quanti è chiaro cosa sia veramente accaduto in Iran e quali siano le possibilità per il futuro del paese?
Nel 1979, come tutti sappiamo, L’Ayatollah Ruhollah Khomeini prese il potere sovvertendo il precedente regime filo-occidentale retto dallo Scià. Khomeini si pose a capo del paese nelle vesti di Guida Suprema. Oggi, quando sentiamo parlare di Iran, ogni riferimento è fatto al presidente della repubblica, Mahmoud Ahmadinejad, che tuttavia, grazie al controllo della Guida Suprema e del Consiglio dei Guardiani, gode di poteri limitati. Il Vali-e faqih (Guida Suprema) è ancora oggi “il regista dietro le quinte” dello stato e della società iraniani. E’ una delle figure più importanti con funzioni di controllo della politica iraniana:  è autorità massima in fatto di giustizia, comanda le forze armate, dichiara lo stato di guerra e pace, nomina e revoca la gran parte dei personaggi di rilievo della società iraniana (compresi i capi delle emittenti radio e tv) ed ha funzioni politiche: formalizza l’elezione del presidente della repubblica e lo può rimuovere. Inutile dire che si tratta della figura chiave per l’accesso al potere.
Appare pertanto chiaro che il gruppo di pressione che riuscirà a far eleggere un proprio sostenitore  per questa carica potrà decidere le sorti politiche dell’intero paese. La partita per la successione si giocherà, secondo gli analisti, tra i Pasdaran e gli esponenti della prima generazione di rivoluzionari -di cui Rafsanjani, attuale presidente dell’Assemblea degli Esperti, è l’esponente più illustre.
Per cui, contro chi manifestano le centinaia di migliaia di giovani iraniani? Che tipo di cambiamento chiedono allo stato? Questi contestatori dell’attuale amministrazione non mettono in discussione l’intera natura del potere, ma si ribellano contro la presunta irregolarità delle elezioni “democratiche” e si appellano all’establishment religioso chiedendo maggiore giustizia sociale (Onda verde…rappresentativa è infatti la scelta del verde, colore simbolo dell’Islam). Lo scopo di questi giovani non è l’ennesimo ribaltone con le bandiere americane che sventolano sopra i simulacri del potere abbattuti dall’intervento messianico occidentale. Questi dimostranti sono contenti di avere il nostro appoggio morale, ma hanno le idee ben chiare rispetto ai canali attraverso i quali il cambiamento dell’ordinamento sociale deve passare. L’Onda Verde, proponendo un processo di modernizzazione attraverso le istituzioni esistenti, si oppone fermamente all’apparentemente inarrestabile ascesa di una nuova classe politica, affamata di denaro e potere, e di matrice ultra-conservatrice: i Pasdaran.
La formulazione di ipotesi riguardo al futuro della politica interna iraniana passa pertanto attraverso la conoscenza del ruolo di primo piano assunto dai Pasdaran negli ultimi vent’anni. L’ascesa di questa nuova classe dirigente risale al periodo della guerra tra Iran e Iraq, quando questo corpo, difendendo il paese e il sistema rivoluzionario Khomeinista, primeggiò in ambito militare superando per importanza l’esercito regolare. Al termine del conflitto, forti di questa posizione e con l’appoggio della Guida Suprema, si inserirono gradualmente nell’apparato economico del paese ottenendo appalti per la ricostruzione post-bellica. Successivamente, attraverso il controllo delle Bonyad (Ovvero le fondazioni: vera potenza economica del paese.), consolidarono la loro influenza economica e sociale. Oggi, i Pasdaran sono entrati a far parte dell’establishment politico e si propongono come guardiani del sistema iraniano e garanti del pensiero ultra-conservatore. Questa ascesa è stata coronata nel 2005 dall’elezione di un Pasdaran come presidente della Repubblica: Mahmoud Ahmadinejad.
Quale sarà quindi il futuro dello stato iraniano? Secondo molti studiosi la partita si giocherà proprio con l’elezione della prossima Guida Suprema. I Pasdaran, proseguendo la loro politica di ramificazione nella società, cercheranno di perpetuare, ed eventualmente incrementare, il controllo sui principali mezzi di comunicazione, trasporti pubblici e risorse energetiche del paese, con l’obiettivo di ampliare il sostegno popolare di cui godono in modo da poter rappresentare la maggioranza negli organi eletti dal popolo (Majlis, Assemblea degli Esperti, Presidente della Repubblica) e influenzare così l’intera politica della Repubblica Islamica dell’Iran, compresa l’elezione della prossima Guida Suprema. Se questi ultimi riuscissero a scegliere la prossima Guida Suprema, magari una figura poco carismatica e manipolabile, potrebbero ulteriormente consolidare la loro leadership e procedere indisturbati nella trasformazione del paese in uno stato ultra-conservatore e militarizzato con un conseguente rischio per la pace internazionale e per la qualità della vita dei cittadini iraniani.

Rob

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One thought on “Iran

  1. Grazie per il quadro chiaro e preciso della situazione iraniana!
    Un ottimo punto di riflessione.
    E un tipico esempio di classe “dirigente” affamata di denaro e potere, per molti versi simile al nostro Bel Paese…

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