Voice over

Il mondo del doppiaggio è un mondo che sto scoprendo piano piano. Non come diretto portatore di voce, ma come suo ligio correttore. E può capitare di dover correggere anche la più bella e precisa traduzione: capita che sfuggano al più abile traduttore espressioni gergali, frasi idiomatiche, combinazioni di termini che letteralmente  significano ben poco e racchiudono invece l’evocazione di un’immagine.
Oggi vi insegno che to be in the weeds, letteralmente “stare fra le erbacce”, rimanda alla situazione in cui si hanno talmente tante cose da fare in un tempo finito, che non si riesce a portarle a termine tutte, se non provocando un qualche disastro o provocando un qualche danno a qualcuno. In altre parole, essere nella merda, essere incasinati in maniera inverosimile, in troppe faccende affaccendato.
È una cosa che si può capire anche se non si è laureati in Lingue straniere.

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Il meteo è più semplice da dirsi nella stagione estiva, l’inverno è molto più mutevole, aldilà dell’immaginario collettivo che associa al freddo qualcosa di immobilizzante e di silenzioso e al caldo il movimento. Cosicché il freddo è male e il caldo è bene, ma io non ci credo.

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«Non posso sempre comportarmi bene per essere gentile» vuol dire, nel suo apparente nonsense, che si può, ad un certo punto, rifiutare di tentare di fare andare le cose nella maniera che abbiamo pensato fosse la migliore per il bene collettivo o di una persona in particolare. Ossia, quando il sacrificio non ha riscontro nella pratica della vita quotidiana, ci si può benissimo ritirare dal campo di battaglia senza dover per forza decretare un vincitore, bensì affermando semplicemente che ci si esonera da ogni tentativo ulteriore di una convivenza nello spazio delle relazioni che abbia un effetto diverso dalla semplice registrazione della presenza altrui nel mondo.

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Il voice over è un doppiaggio in cui si sente sotto il parlato originale.

Gianmarco

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2 thoughts on “Voice over

  1. …”Ossia, quando il sacrificio non ha riscontro nella pratica della vita quotidiana…”

    Non concordo assolutamente che l’essere gentili o il comportarsi bene sia un “sacrificio”, come tu l’hai apostrofato.

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