Non-ricordo

Il ricordo è un tessuto a maglie larghe, una cornice che segna i confini di quel che è stato dimenticato. E così ricordo l’espressione che avevi quel pomeriggio, una delle molte, una soltanto, la ricordo. Ho invece dimenticato il colore della tua gonna, quali scarpe indossavi… era un té freddo? Non ne sono sicura. La tua ultima parola per me è un non-ricordo. Diversa dal niente però: qualcosa, che ho dimenticato. Allo stesso modo ho perso l’inizio… com’è che – d’un tratto – eravamo amiche, io e te? Circondato dagli scherzi e le confessioni quel “come” è un vuoto. Che, tuttavia, è.
Mi accompagnano alcune immagini, sempre più sbiadite. Ogni tanto le ripasso: voglio che restino, ricordi.

Arianna

Un pensiero riguardo “Non-ricordo

  1. Sfiori aspetti molto profondi che riguardano il nostro interiore Arianna.
    Quel ricordo, peraltro mutato, è stato l’attimo in cui hai toccato qualcosa che ti appartiene, la rifrazione del quale albergava in un altro essere permettendoti
    tuttavia di ritrovarti.
    La ” cornice ” che rievoca quelle emozioni e quelle immagini a maglie larghe
    è il variopinto arcobaleno che si fa ponte fra ” il tuo vero volto ” e ciò che di te
    appare in superficie, per rammentarti la bellezza di quanto il tuo indicibile lago contiene, tuttavia spesso ancora sconosciuto.

    Un abbraccio.

    Paolo

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