I quattro angoli del mondo

Il primo angolo del mondo

è uno stanzino buio

ricolmo di bottiglie da travasare.

Nera la notte

vi cuce scintille di vino

e sull’Alleluia dei preti

induce al pensiero dei fari

e della gente che pesta

asfalti e asfalti di noia.


Il secondo angolo è una sorta

d’incrocio fra muri in rovina;

a vederlo lo si direbbe

un comune angolo fradicio

di periferia.

Ci si ferma di rado

qualche stupido cane rognoso,

giovani,  affrettate domestiche

passano come se fosse niente.


Il terzo angolo porta scritte

le Leggi del Mondo

ma sono illegibili

scolorate dal vento.

Dicono abbia il colore del cielo

ma non manca chi afferma

che è solo un pezzo di muro

privo di intonaco, con le facce

cascanti

come le labbra di un vecchio.


Il quarto angolo del mondo

è – in quanto tale – inesistente

(visto che il mondo non è quadrato)

ma è su di esso

che nascono le più belle leggende:

roba passata e talvolta

persino stucchevole come i giochi

che i bambini intessono

nelle sere d’estate.

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3 thoughts on “I quattro angoli del mondo

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