In collegamento dalla Repubblica Centrafricana

… e con il crespuscolo anche il silenzio si appoggia sugli edifici di questa città. E si confonde con la polvere come un sudario tessuto da un sarto maldestro. La fine della brevissima e chiassosa campagna elettorale lascia il posto a un finesettimana addobbato di striscioni arancioni già gualciti e qua e là strappati. Il funerale per i due morti di un povero provvisorio bollettino di guerra si farà nella settimana successiva, quando le barriere che impediscono l’ingresso nella capitale permetteranno l’arrivo di parenti festanti dai villaggi. Per ora le boutique abbassano la saracinesca di legno umido, i depositi di bevande alcoliche chiudono in magazzino i resti dei bagordi pre-elettorali senza troppo preoccuparsi di recuperare i vuoti in vetro che resteranno tre giorni a testimoniare sotto i tendoni delle kermesse improvvisate ai crocicchi delle strade il tono del dibattito politico. Tacciono anche i clacson dei pulmini e non stridono più le gomme delle camionette militari sull’asfalto rattoppato per l’occasione: c’è scarsità di carburante e sigarette in città anche per permettere ai soldati del Presidente uscente di far bella mostra della propria forza dissuasiva di fronte alle case diroccate occupate dai comizi dei candidati d’opposizione. Gli operatori umanitari si sono già ritirati nelle rispettive residenze, obbedienti ai consigli diramati dalle Nazioni Unite durante tutta la settimana: si controlla la scorta d’acqua, la benzina super nei generatori, le scatolette di carne in gelatina, le fette biscottate Melissa, le olive greche in salamoia e quell’ultimo pezzo di Parmigiano Reggiano sottovuoto che lasciato il suo scaffale dell’Esselunga ci ha raggiunto attraversando mari e deserti. Radio Francia Internazionale tace da stamani, tra poco perderemo la connessione internet. Il contatto telefonico con le sedi europee delle nostre organizzazioni, e con le mamme, è assicurato dagli apparecchi satellitari. “Controlla la batteria, sbadato!”. Acqua ed elettricità non ci sono da più di un’ora. E’ insolitamente fresco a Bangui in questa stagione, dopo il tramonto. Porto due giacche a vento della Decathlon ai miei guardiani, fuori nel loggiato, e chiedo loro di assicurarsi della chiusura dei portoni esterni della concessione. Che cosa dici, quando dici Democrazia?

Alessio Salvadori

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4 thoughts on “In collegamento dalla Repubblica Centrafricana

  1. Splendida scrittura; ci sembra, per un attimo, di star lì con te.
    Ma non ci siamo: e non abbiamo risposte. L’unica cosa di cui personalmente sono convinta è l’importanza di rompere il silenzio ingombro di immondizia mediatica di quaggiù con voci, come la tua, preziose! Continua a raccontarci, finché puoi. Grazie.

  2. Mi associo ai complimenti e ai ringraziamenti. Te l’ho già scritto in privato, ma in pubblico fa un altro effetto 😉
    Grazie, Ale!
    Non ho risposte alle tue (e mie) domande. Ma, ti prego, resisti, continua a interrogare (scomodamente), teniamo vivo il fastidioso dubbio. Ti penso, e sono con te.

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