In fondo

Non fa una grande differenza. I palazzi stanno al solito posto, dritti come di consueto, e pure gli alberi (quei pochi) son gli stessi di sempre. Fiori non se ne vedono – è vero – ma neanche prima, in fondo.
Il traffico del centro sembra, in fondo, lo stesso, e ai lampioni identica pesa la fatica dei giorni, da sudare fino a sera. L’asfalto non piange quei piedi che han smesso di corrergli dietro, né i semafori conoscono la nostalgia dei passaggi andati.
Le maniglie non lamentano la perdita delle dita, che le stringevano con dolcezza, o rabbia. Cosucce – queste ultime – di cui, in fondo, nemmeno s’accorgevano. Alle sedie non manca il calore d’un tempo, né i letti si disperano per il vuoto troppo leggero, d’un corpo che non torna.
Soltanto una minoranza tra gli esistenti si affligge per le cose passate ad altro stato (se migliore o peggiore, in fondo, non fa differenza). Ma quei pochi farebbero bene a imitare i molti: la maggioranza vince e, in fondo, con ragione.

Arianna

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Che ci faccio qui, su questo pianeta? Di preciso non lo so. Me lo chiedo spesso, però. Per ora sono arrivata alla conclusione che sia per contribuire a rendere la realtà interna (me stessa) ed esterna (il mondo in cui vivo) un posto più accogliente per tutti. Per sentire mie le battaglie combattute in nome dell’uguaglianza, della libertà, della giustizia. Per esercitare la compassione e provare a comprendere.

4 thoughts on “In fondo

  1. Delle volte penso che siamo noi a sbagliare cercando di prendere la vita non per quello che è ma per quello che “dovrebbe” essere. Ecco perchè ci interessa la vita passata. Per questo forse cerchiamo nel fluire ininterrotto un impossibile “fermo immagine” che ci consenta di rivedere la vita trascorsa, come se questo la rendesse in un certo senso più vissuta del semplice ed animale abbandonandosi al fluire.
    Insomma, siamo fatti un po’ male io e te. 🙂

    • Eheh come darti torto?! 😉
      Il problema è: a partire dal dato di fatto che alcuni (io per prima) son fatti “male”… che fare? Come canta Battiato ne L’animale ci vorrebbe un po’ di leggerezza, e di stupidità.

  2. L’indifferenza è delle cose. Le cose non hanno morale. Per questo non sono altro-che-sé. Noi dobbiamo porci invece come altro-da-sé. Pare un gioco di parole, ma la vita non è fatta certo di maniglie, strade, ponti ecc. Loro sono solo strumenti, per questo appaiono indifferenti. Il peggio è quando l’indifferenza appartiene all’essere umano.
    http://www.vongolemerluzzi.wordpress.com

    • Ogni tanto – lo ammetto – vorrei essere una cosa, un oggetto non pensante né senziente, capace di lasciar andare quel che accade, senza soffrire il distacco.
      Naturalmente è un po’ una provocazione la mia, ma certe sofferenze sembrano così facilmente evitabili, che non si capisce perché gli esseri umani non le possano evitare.
      L’indifferenza è una brutta cosa – concordo – ma se rivolta verso situazioni immodificabili (la morte, ad esempio) mi sembra un atteggiamento saggio.

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