Oggi tirannia, domani quel che sia

Parlavano come tiranni,
si comportavano come tiranni
e governavano come tiranni.
Come facevamo a sapere che erano tiranni?

Mi rimbalza in mente quella canzonetta di Robin Hood, quella mentre sono tutti in prigione dai topolini ai cani. C’è pure Cantagallo, il menestrello con la zampa alla catena. Non voglio scrivervi le parole esatte, guardate il video. Così anche noi ci ritroviamo con la nostra tirannia, una tirannia che non è fatta di olio di ricino, ma di pornografia televisiva, di prostituzione, di storie di mafia vecchie ormai di decenni, che tutti sanno e nessuno mette in conto.

Al Capone,  dopo trent’anni di onorata carriera nel crimine, fu condannato nel ’30 per evasione fiscale: un grande criminale messo in gatta buia per la peggio cazzata. Il Silvio adesso rischia di rimetterci i testicoli per aver agito troppo d’uccello, poveretto. Mio padre dice che alla fine se la caverà, un po’ ci spera, mentre per me sarebbe una grande gioia vederlo in galera. Non agli arresti domiciliari, proprio dietro le sbarre. La verità è che non dovrebbe essere condannato solo per concussione e prostituzione minorile, ma anche e soprattutto per essersi succhiato l’Italia come si fa con le mentine, poco alla volta, dal ’94 ad oggi (o da molto prima?). Io non scrivo mai di politica, non me ne intendo. Ma Il Silvio, questo male insanabile del nostro Paese, non è solo politica, è la massima espressione di un potere ormai vecchio, insensato, tutto da cambiare. Possibile che ci siano persone che ancora osano chiamare questa cosa democrazia? Questa specie di aborto di situazione, democrazia. Questa società impazzita, le cui redini sono in mano a un puttaniere. I greci antichi ci riderebbero in faccia, ci sfotterebbero alla grande.

Questa è una tirannia, una forma strana e innovativa, che comprende anche il lavaggio del cervello. Che paura può fare un voto se posso entrarti nella testa e dirti quello che devi pensare? Che paura può fare chi la pensa diversamente se questo pensiero è subbissato da una valanga di cazzate, di notizie fuffa, di servizi tg sugli animali, partite di pallone e veline?

La frase che ho messo all’inizio è una vignetta comparsa sull’Internazionale 11/17 Febbraio 2011, ripresa da El Pais. Mi ha fatto riflettere parecchio. Come facciamo a non sapere che sono tiranni? Come facciamo a non agire contro questa tirannia, che subiamo in modo triste, come i personaggi del cartone animato. Dov’è Robin Hood? Dov’è Riccardo Cuor di Leone? Non sono qui, non in questa realtà. Eppure qualcosa bisognerà pur fare. Da dove ripartiremo quando il Silvio sarà un ricordo? Vorremo davvero un altro ultrasettantenne da votare? Come colmeremo l’enorme vuoto che questo tiranno lascerà dietro di sé? Con chi?

Tutto il villaggio la sta cantando dice quest’attualissimo Sceriffo di Nottingham, ma se tutto il Paese canta e manifesta contro il nostro principe Giovanni, dopo, cosa farà?

Giulio

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5 thoughts on “Oggi tirannia, domani quel che sia

  1. I Grandi del passato, quegli Immensi furono anche Uomini di Ricerca.
    E’ vero Giulio, tutti noi stiamo vivendo un tremendo nero incubo che sta avvolgendo l’intero pianeta.
    Il falso si è travestito da vero.
    La menzogna e l’egoismo sembrano i nuovi modelli da perseguire.
    Stiamo dormendo, sedati da quanti ci stanno da lungo tempo manipolando.
    Il primo passo è ricercare urgentemente dentro di sè quanto di più Vero conteniamo e da li, respiro dopo respiro, sviluppare nell’azione quotidiana la Coerenza e la Consapevolezza necessarie per rinascere davvero, DENTRO E FUORI.
    Dov’è ” andata ” , oggi, LA VERITA’?

    Un abbraccio, Paolo

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