Romanticontro

Spesso si confonde l’innamoramento con l’amore. La linea di demarcazione, se c’è, è davvero così sottile o siamo portati a pensare che le cose abbiano sempre dei confini indefiniti, perché abbiamo fatto nostra la retorica della postmodernità e della complessità?
Cos’è innamoramento? Il mio modestissimo parere è che l’innamoramento sia un processo, mai un prodotto; forse è addirittura lo slancio della ricerca dell’altro nella convinzione che il completamento di sé avvenga esclusivamente attraverso l’unione con l’altro. In altre parole, quando si è innamorati non si può stare senza, quindi si cerca la frequentazione continua, si sentono le mancanze, si interpretano i detti e i non detti; il tutto ha a che fare con l’acquisizione di conoscenza dell’altro che è insita nell’innamoramento. Quando si ama, invece, prevale la componente si può stare anche senza, perché tutto il processo è sedimentato e consolidato. Come si dice nel gergo dell’adattamento video, il progetto è consolidato, pronto per nuovi montaggi.
Il fatto che spesso sovrapponiamo l’innamoramento con l’amore è una maledetta conseguenza del romanticismo che ha pervaso la cultura occidentale offuscando completamente la nostra capacità di vedere le cose come stanno.
Così per dire.

Gianmarco

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6 thoughts on “Romanticontro

  1. Guarda, Giammy, non potrei essere più d’accordo. Credo che il romanticismo abbia danneggiato pesantemente l’amore. L’innamoramento, poi, mi pare molto sopravvalutato. Ci si aspetta di essere folgorati sulla via Damasco, di provare le stesse emozioni che si provavano a 16 anni… beh, non è proprio così che funziona (credo). Soprattutto perché se t’innamori in modo adolescenziale al punto che “non puoi stare senza” significa che sei (o rischi di diventare) dipendente dall’altra persona. Se l’innamoramento è la scintilla iniziale, non dovremmo dimenticare che è l’amore quello che conta. E quest’ultimo penso sia privilegio di persone libere, che non hanno bisogno di stampelle, né di provare l’ebbrezza delle emozioni forti, passeggere come un temporale a Ferragosto.

  2. Già! Sono molto d’accordo. (Mannaggia al romanticismo, e ai danni che fa, in questo e altri ambiti della nostra vita!)
    Mi sembra che tutto il discorso si possa riassumere nella distinzione delle diverse tensioni di “avere” e “essere”, come ha detto qualcuno tempo fa, in un libro molto bello e molto famoso. Poi, probabilmente, se l’innamoramento è sopravvalutato, come dice Ari, una delle cause è anche il bisogno di spettacolarità, di eccezionalità, di “eventi”, di “movimento” (esteriore), di “esperienze” (e non: esperienza) che ci incalza, di questi tempi. Ne siamo tutti preda… personalmente, cerco, piano piano, di ri-scoprire tutti i contrari.
    Potrei solo eccepire su quel “si può stare anche senza” … un po’, sì … in assoluto, credo di no: amiamo persone in carne e ossa, non ologrammi!

    • Cosa c’entrano gli ologrammi? anche senza perché non cerchi la completezza o l’annullamento dell’insicurezza nella presenza dell’altro, ma sai che, anche se non è fisicamente presente, è una presenza di cui sei, diciamo, certo, senza darlo per scontato…

      • Ologrammi: dicevo così per dire. Ho capito quello che intendevi, con la locuzione “anche senza” (a proposito, come fai a usare il corsivo nei commenti??…), e sono d’accordo .
        Ma fino a un certo punto. Cioè: non troppo “senza”!
        Credo infatti che non solo nella fase dell’innamoramento si “sentano le mancanze”, ma che questo succeda anche nell’amore “consolidato”… e che ciò non sia per forza un sintomo di instabilità personale e di insicurezza. Credo che l’amore richieda l’avere “di fronte” l’altra persona, sia metaforicamente che realmente. Avere un confronto reale, una crescita condivisa.
        Il troppo “senza” (quindi sto portando il tuo discorso forse un po’ all’estremo) fa danni all’amore, per quanto maturo, perché rischia di trasformarlo in ricordo dell’amore, o amore del ricordo.
        Poi, certo, è un rischio che, in molti casi, e per tanti motivi, si deve correre.

  3. a mio modestissimo parere: L’innamoramento è la fase più bella, il risveglio dei sensi, gli impulsi che ritornano, che riemergono (spesso da una un apatia lunghissima): nell’innamoramento c’è il sole che ti abbaglia!
    L’amore deve essere ricambiato, l’amore deve essere sedimentato, deve essere lasciato solo: l’amore è un prodotto, è un “fatto e ottenuto”, e come tutte le cose ottenute spesso si addormentano li, e prendono polvere.
    E’ durante l’innamoramento che c’è passione e c’è invenzione, creatività anche, che ci si muove affinchè quel qualcosa cresca… Poi quando si trasforma in amore (e spesso succede anche se non è ricambiato) è tutto molto, molto più lento e meno stimoltante.
    A mio modestissimo parere.

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