Il diritto di morire

Nel quadro delle misure volte al contenimento demografico, il nostro parlamento ha approvato di recente una legge a sostegno del diritto di morire. In tutta sincerità, non ho mai manifestato maggior entusiasmo di fronte a una deliberazione parlamentare. Naturalmente non si prevedono incentivi espliciti al suicidio, però quest’ultimo non viene ostacolato e, anzi, si garantisce a tutti coloro che ne faranno richiesta la possibilità di morire senza dolore. Le liste d’attesa sono lunghe e permangono una serie di restrizioni e procedure burocratiche da compiere, ma nel complesso mi pare un notevole progresso.
Ho presentato stamattina la prima istanza, compilando un modulo in cui chiedo d’essere sottoposto all’iniezione. Non è necessario indicare il motivo, ma dovrò sostenere dei colloqui con medici e psicologi, atti a verificare la solidità delle mie intenzioni. Tali colloqui si ripeteranno a cadenza regolare per un anno, al termine del quale dovrò aspettare ancora sei mesi e poi presentare nuovamente un’istanza di suicidio e sottopormi a un ultimo colloquio. Da quel momento in poi, se l’équipe medica approverà la mia cartella clinica, potrò essere convocato per l’iniezione, compatibilmente con i posti disponibili. Purtroppo, non sono molti i medici che accetteranno di svolgere questo compito ingrato e pertanto non escludo di dover attendere ancora parecchi mesi prima di poter finalmente porre fine a questa mia sofferta esistenza.
Le nuove misure comprendono anche alcune restrizioni  che impediscono, ad esempio, ai minorenni di presentare istanza di suicidio, e anche ai genitori con figli a carico. Se invece i figli sono maggiorenni e indipendenti, i genitori possono chiedere di morire, ma la procedura in questo caso risulta più lunga e comporta il coinvolgimento diretto dei figli e del coniuge: essi devono infatti venire informati della richiesta inoltrata dall’aspirante suicida e partecipare ai colloqui con medici e psicologi.
Nel mio caso, per fortuna, non dovrebbero sorgere complicazioni di sorta. Convivo da diversi anni ormai, ma non sono sposato e, pertanto, la mia compagna non verrà convocata dall’ospedale né informata ufficialmente della mia scelta. Preferisco così: senz’altro avrebbe da ridire, non capirebbe, si sentirebbe ferita e la prenderebbe sul personale. È tipico di chi ama la vita, del resto. Non riescono proprio a comprendere le ragioni di chi vuole andarsene, ed è completamente inutile provare a spiegarle.
Ho rimandato finora quest’atto che desidero da tempo, perché mi sono sempre lasciato scoraggiare dal dolore fisico a cui inevitabilmente si va incontro col suicidio illegale, su cui incombe inoltre la minaccia del fallimento. La cosa peggiore – credo – sarebbe restare danneggiato nel corpo e nella mente da un mancato suicidio. Questa nuova procedura, invece, garantisce la morte e, al contempo, l’assenza di dolore. Finalmente, me ne posso andare in pace.

Arianna

Annunci
Questo articolo è stato pubblicato in life, Racconti e contrassegnato come , , da arikita . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su arikita

Che ci faccio qui, su questo pianeta? Di preciso non lo so. Me lo chiedo spesso, però. Per ora sono arrivata alla conclusione che sia per contribuire a rendere la realtà interna (me stessa) ed esterna (il mondo in cui vivo) un posto più accogliente per tutti. Per sentire mie le battaglie combattute in nome dell’uguaglianza, della libertà, della giustizia. Per esercitare la compassione e provare a comprendere.

3 thoughts on “Il diritto di morire

  1. E’ un tema molto molto forte…trattato da “dentro”, cioè da prospettive interne di persone che aspirano alla morte, funziona ancora meglio, sicuramente fa riflettere.

    Personalmente, è una visione che suscita in me anche una qualche paura nascosta e una grande incomprensione…proprio come uno che ama la vita 😛

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...