Ferragosto

Svegliarsi la mattina e volere tornare a letto, subito dopo. Sentire un nodo alla gola mentre si sceglie cosa fare, stare o andare. Raccogliere ciclamini, nei prati. E poi sarà settembre, troppa luce o troppa pioggia. Cercare un riparo sotto la pergola. “Hai le scarpe bagnate!”. La mia voce che rimbomba dentro stanze vuote. Tutto da imbiancare. “Non entrare!”. Mi sto cambiando. Non guardare la mia pelle. La mia pelle d’autunno sta come sugli alberi. “Le foglie”, gridi, e le vedo cadere e poi scricchiolare sotto i miei piedi e poi svanire.
E poi svegliarsi la mattina. Ed è già qualcosa, penso. Mentre ricompongo i pezzi sparsi durante la notte. Cercando di capire in quale direzione andare. Consultare almanacchi, e poi i ricettari e gli oroscopi.
E vedersi soli ad una fermata. Soli a ferragosto. E ritornare indietro, fermarsi. Stare.

Nikka Visconti

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