Fuoco amico

Donne ciecheScena 1

Una collega m’invita a cena. Chiedo di controllare gli orari del treno su internet e il suo compagno mi risponde zelante: “Non c’è problema, puoi usare il mio computer”. Perfetto, molto gentile. Ed ecco comparire sullo schermo l’immagine di una donna in costume da bagno, con i seni in bella vista. Proprio come immagine del desktop. La donna è bionda, occhi azzurri, pelle chiara. Non posso fare a meno di confrontare quest’immagine con quella ( reale) della mia collega, anche lei bionda, occhi azzurri, pelle chiara.

Scena 2

Un amico (fidanzato) pubblica su Facebook la foto di una modella, commentando che la sua (della modella) bellezza rappresenta per lui “uno dei pochi motivi per cui vale la pena di vivere”.Donna muta

Ecco, adesso vorrei che mi diceste – in tutta onestà – come dovrebbero sentirsi la collega della scena 1 e la fidanzata della scena 2.
Io mi dico che, al loro posto, la cosa mi farebbe un po’ incazzare. Essere attratti da altre persone è normale, però credo che un po’ di tatto non guasti, senza contare che si potrebbe evitare di contribuire al bombardamento mediatico che impone alle donne di conformarsi a un certo modello di bellezza. O, come minimo, si potrebbe risparmiare questo bombardamento (e il conseguente senso d’inferiorità/inadeguatezza) alle donne amate.

Arianna

Foto: Eva Munter

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Che ci faccio qui, su questo pianeta? Di preciso non lo so. Me lo chiedo spesso, però. Per ora sono arrivata alla conclusione che sia per contribuire a rendere la realtà interna (me stessa) ed esterna (il mondo in cui vivo) un posto più accogliente per tutti. Per sentire mie le battaglie combattute in nome dell’uguaglianza, della libertà, della giustizia. Per esercitare la compassione e provare a comprendere.

8 thoughts on “Fuoco amico

    • Se la penso invertendo maschi e femmine, il mio pensiero rimane, in fondo, lo stesso:
      “credo che un po’ di tatto non guasti, senza contare che si potrebbe evitare di contribuire al bombardamento mediatico che impone agli uomini di conformarsi a un certo modello di bellezza. O, come minimo, si potrebbe risparmiare questo bombardamento (e il conseguente senso d’inferiorità/inadeguatezza) agli uomini amati”.

      Ma forse non ho capito a che cosa ti riferivi…?

  1. Premettendo che noi uomini siamo un po’ “cafoni” in origine, dalla nascita, perché le donne accettano questo dai loro compagni? Perché non si ribellano? In fondo perfino la moglie di Berlusconi (ricordi la lettera a “rebupplica” di un paio di anni fa?) non aveva accettato logiche come quelle che tu descrivi……

    • Sì, è vero, le donne non dovrebbero accettare questi comportamenti. Il problema è che, messe di fronte al fatto che il proprio compagno non vuole modificarli, l’alternativa è tra accettarli oppure mollare il fidanzato, e affrontare la solitudine e il dolore della perdita (suppongo che le donne menzionate amino i loro compagni, nonostante tutto). In più, spesso avviene un’azione di discredito nei confronti delle emozioni delle donne ed è quindi possibile che queste ultime si convincano di essere loro quelle “sbagliate”. Quante volte gli uomini esclamano: “Eh ma sei esagerata! Quante storie!”? Il messaggio che si dà in questo modo è il seguente: “Sei tu il problema, io vado bene così”.
      Quindi: le donne devono senz’altro fare la loro parte e lottare contro i mostri del senso di colpa e della disistima che si portano dietro da secoli, passandoseli di madre in figlia; però gli uomini devono fare la loro. Nessuno è cafone per natura e quindi tutti, ma proprio tutti possono smettere di esserlo. E per rispettare una persona credo ci si debba anzitutto sforzare di prendere sul serio la sua sofferenza e le ferite causate da atteggiamenti poco delicati. Bisogna cambiare quegli atteggiamenti, prima di chiedere alle donne di “non esagerare” o di “non accettare”. Certo, non bisogna accettarli, ma quei comportamenti vanno cambiati in ogni caso, questo dev’essere chiaro.

    • No, secondo me no. La disconnessione con il piano del reale emerge, però il punto principale rimane il fatto che questi comportamenti sono agiti soprattutto dagli uomini e subiti dalle donne: le seconde dovrebbero ribellarsi (su questo sono d’accordo con Romano) ma i primi dovrebbero cambiare. E se ci fossero maggiori “sanzioni sociali” nei confronti di tali atteggiamenti forse si riuscirebbe a far prendere coscienza a chi li attua che questi comportamenti non ci fanno bene. Non fanno bene a nessuno.

  2. “Nessuno è cafone per natura e quindi tutti, ma proprio tutti possono smettere di esserlo.”
    Brava Ari. Questo è il concetto fulcro secondo me. L’equazione potrebbe essere: Sono cafone – mi rendo conto di esserlo e del danno che arreco- cerco di cambiar mentalità.
    O cmq provo a pensare cosa proverei se venisse fatto a me il medesimo commento. E la volta dopo vedi che ci si pensa un attimo prima di.

  3. Possono pure incazzarsi ma stanno zitte per paura di perdere quelle sottospecie di sfigati che frequentano…
    Che cazzo sarebbe un desktop??? Le donne in fotografia vanno bene al massimo per la masturbazione…
    Niente in contrario, ma la realtà, come dice il professorino G., è un’altra cosa. Certo che anche loro, con le cozze che ogni tanto si scopano per disperazione (o avarizia, voglio dire, c’è gente che piuttosto che farsi una cessa preferisce pagare una bella gnocca), c’è da capirli…Arikita, poi c’è da dire che la bellezza fisica in una donna non è proprio tutto (massimo conta per un misero 99%) sicché anche una cozzona simpatica può avere il suo perché…Cambierei amicizie, questi sono quattro sfigati/e.
    Romano, guarda che i “cafoni” so’ i contadini che te danno da magnà per cui rispettali…poi non dire: “noi uomini” perché 1) Non mi rappresenti 2) Ho il cazzo corredato di coglioni. 3) Tante teste tante idee e se dici di rappresentarmi sei un falsus procurator (vedi enc. del diritto).

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