Easy, sia quel che sia

Ho sempre saputo dentro di me che essere contemporaneamente in due posti diversi è letteralmente impossibile. Sempre saputo che tutto non si riesce a fare, che occorre fare delle scelte, prendere delle direzioni, perché da tutte le parti non si può andare. Ovvio no? Come 1+1=2! Ho arrogantemente sempre criticato quelli persi in un intrico di strade incapaci di scegliere quale prendere.

E ora…

Ironia della sorte…

Il 2011 mi ha visto protagonista della parte opposta. Sarà il Karma (eh dagliela con ‘sto Karma!) ma mi son ritrovato a capire come per magia che è possibilissimo ritrovarsi ad un bivio, fermi come coglioni (un anno fa  almeno mi sarei dato del tale). Sarà il Karma ma ho  capito come per magia che è possibilissimo aver preso una strada, e dopo pochi passi già domandarsi se sia quella giusta.

(Qui si potrebbe aprire una parentesi – come ho appunto fatto –  per chiedersi se veramente esiste una scelta giusta e una sbagliata, o se qualsiasi scelta della vita sia semplicemente una scelta, né giusta né sbagliata, ma solo un dato di fatto di come vanno le cose.  Beh, richiudo la parentesi subito) – ecco fatto –  perché ne potremmo discutere troppo a lungo e non vorrei  tediarvi oltre andando off topic.

–  ora riprendo il discorso, abbiate pazienza –

Questo mondo è talmente grande vasto e vario che ti invita ovunque, ti corteggia, ti conquista. Il mondo, quello che vedi, ti ammalia e poi si fa desiderare, si svela poco a poco e non ti si concede mai del tutto (il bastardo), mai ti si dona come lo avevi desiderato, come lo avevi infantilmente immaginato, e ostinato (il mondo) ti obbliga a rinunciare a qualcosa ogni giorno per averne un’altra.

– sarà veramente così? vi convince?-

Può capitare che si viva spensierati ma che lentamente con gli anni ci si arrugginisca, ci si “inquini” per così dire e si perda lentamente quello slancio infantile ma così puro e spontaneo che sembrerebbe il segreto per vivere meglio, senza paura del futuro e delle conseguenze delle nostre scelte. Può capitare che si cominci a dover schivare i pensieri amari, quelli sciocchi e inutili ma che bussano saltuariamente da autentici rompicoglioni tra i pochi neuroni rimasti che si sono salvati da una gioventù trascorsa probabilmente un po’ troppo allegra (succede). Può capitare che questi si presentino al pensatoio, senza essere invitati, pronti a farti sentire il peso di una scelta, a riproporti la possibilità di ritornare indietro, a valutare nuovamente le conseguenze, le possibilità a cui stai rinunciando. Si ripresentano nella tua mente pronti a farti vivere un poco nel passato, a toglierti energie dal presente. E ti invecchiano con le loro domande:”E’ la tua strada questa? Avrai fatto bene a fare così? Hai deciso il meglio per te?”. Così schivare questi pensieri quando si presentano è come schivare un pugno tirato da un angolo cieco. Ti beccano sempre, ma puoi almeno farci il callo e limitare i danni appena li sai riconoscere.

-sarà veramente così? ve lo richiedo…-

Ecco, quello è il momento in cui si diventa adulti, istante in cui si perde la spontaneità, lo slancio folle di intraprendere una scelta senza paura delle conseguenze. Si è vissuto abbastanza per conoscere infatti la paura di perdere qualcosa, di soffrire.

Mi piace pensare però, in via ottimistica, che gli adulti non siano quelli che si fermano a questo punto, ma che vanno ancora più avanti, che la sconfiggono ‘sta paura di merda e che sereni vivono ogni giorno, easy, sia quel che sia.

Giacomo

Annunci

2 thoughts on “Easy, sia quel che sia

  1. Ordinariamente la paura ci accompagna sempre. L’età adulta è piena zeppa di paura, anche di paure idiote come quelle dei bambini. Se riusciamo a superare la paura, se questo miracolo avviene nella nostra vita…

    …vivere easy è la cosa più stupida.

    Sarebbe forse meglio insegnare agli altri, aiutare gli altri esseri umani a liberarsi dalla paura, così come il saggio della caverna di Platone ritorna dentro, e non va a fumarsi una sigaretta, dopo aver visto il sole.

    Anche il Drugo, quello del Grande Lebowsky, viveva una vita “sia quel che sia” ed è stata una bella vita, la vita del Drugo.

    Il punto è: se superiamo la paura è necessario perdere i propri sogni e le aspirazioni? Questa è la morte, non l’età adulta. Io sono adulto e coltivo i miei sogni con un ardore decuplicato rispetto a quando ero bimbo.

    E infine: chi rinuncia ai propri sogni lo fa perché le paure lo sovrastano, lo annientano e lo schiacciano. Schiacciano anche quello che c’è di buono e nel terrore di vedere il sole gli uomini invece di seguire la strada verso la luce preferiscono ritornare a sedersi, rimettersi le catene e guardare ancora un po’ le ombre, fingendo che queste siano “easy”.

    Non è un bello spettacolo.
    Un abbraccio Giac,
    G.

  2. Io sono d’accordo sul vivere easy invece, ma inteso in un certo modo. Penso che sia giusto inseguire i propri sogni, perchè senza una meta è difficile decidere quale sentiero prendere.. però secondo me alla fine quello che rende il viaggio un bel viaggio non è arrivare ma è il percorso stesso.
    Penso che sia meglio non combattere troppo ostinatamente per ciò che si vuole, perchè spesso quello che vogliamo non è quello che ci serve, anzi. E poi, se anche ottenessimo quello che vogliamo saremmo felici per sempre? Secondo me a quel punto dovremmo inevitabilmente sceglierci qualcos’altro da desiderare.
    E’ essenziale invece godere di ogni attimo, apprezzare le piccole cose della vita (si dice sempe no?) e trovare il lato positivo anche quando le cose non vanno come si era voluto. E allora forse non bisognerebbe chiedersi: la mia vita è come la voglio? Sono arrivato (o sto andando) dove volevo andare? Penso che siamo davvero poco, poco padroni della nostra vita, possiamo fare delle scelte ma il caos degli eventi può stravolgere ogni cosa e comunque vince sempre lui. Allora invece mi domanderei: ho affrontato quello che mi è successo come penso sia giusto? Ho imparato qualcosa dalle mie esperienze? Ho assaporato tutti gli attimi di felicità che avevo a disposizione?
    Vivere easy, cioè lasciandosi portare dalle onde del mare della vita, senza affannarsi troppo a remare controcorrente, e godendosi la navigata.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...