Chi deve fidarsi di chi? Questione colloquio di lavoro

Postulato:
E’ sconsigliato chiedere quanto sarà la paga in sede di colloquio.
Domanda:
Quanto prendo?
Domanda sbagliata!
Devi fidarti di loro, firmare e scoprire la paga dopo il primo mese. Questo devi fare. Un’operazione di fiducia, perchè:
1) il lavoro non lo sai fare o non esattamente come ti viene richiesto
1bis) dovrai imparare a fare quello che ti richiedono
2) per i primi mesi sarai solo un costo, una palla al piede per l’azienda
3) è già tanto se ti pagano
4) non è il caso di chiedere nulla per i primi tempi, soprattutto in colloquio. E’ già tanto se ti danno un posto di lavoro. Al colloquio stai zitto e dì di sì e che ti va bene tutto.

Postulato:
In sede di colloquio il datore di lavoro spiegherà esattamente il salario
Domanda:
Perché lavorare per questa azienda?
1)Perché io lavoro solo per il salario e cazzo finalmente ho trovato qualcuno che mi fa vedere cosa sto accettando. Termini definiti chiaramente.
2)Esiste solo un semplice interesse commerciale: io ti servo per il lavoro, te mi servi per il salario, se i nostri interessi non collimano è giusto saperlo prima.
3)Eliminato il dubbio di prendere fregature, so esattamente a cosa vado incontro e sono messo nella reale capacità di valutare se è di mio interesse. Nel momento in cui scelgo sarò sicuramente più convinto, e ci saranno sicuramente meno “sorprese”.

Riflessione finale e domanda per i cari lettori:

Deve essere il dipendente prima a fidarsi dell’azienda o l’azienda a fidarsi del dipendente?
Deve essere il dipendente a far finta di non essere là solo per i soldi o deve essere chiaro fin dal principio?
Chi deve conquistare chi? L’azienda il dipendente o il contrario?

Io credo che dovrebbe essere l’azienda a “fidelizzare” il dipendente, dargli fiducia dal principio e instaurare un rapporto commerciale-lavorativo chiaro e trasparente dall’inizio. Queste sono le richieste di lavoro, questo ti verrà pagato. Noi ti assumiamo correndo il rischio, e te ci lavori bene e con impegno. Credo che prima di fidelizzare i clienti occorra fidelizzare il “capitale umano”, investire sui lavoratori, in formazione e quant’altro, per farli sentire indispensabili per l’azienda, con la certezza che non si ritroveranno sulla strada il giorno dopo, per gratificarli, e ottenere così il perfetto dipendente che lavora per te come se fosse sua l’azienda, che ha piacere nel lavoro che fa e lo svolge con impegno, con intenzione di migliorare. Occorre creare nel dipendente una sensazione di “sentirsi in debito” con l’azienda, solo in questo modo si potrà affermare che è conquistato e farà esattamente ciò che gli chiedi, senza bisogno di controllare, nella piena e totale fiducia. Suona come un’utopia, ma ci sono già aziende con questa mentalità. E’ più reale di quello che credete.

Voi cosa dite?

Giacomo

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2 thoughts on “Chi deve fidarsi di chi? Questione colloquio di lavoro

  1. Ciao Giacomo,
    Quante domande e quanti dubbi!
    Impossibile rispondere e ragionare sulle questioni che poni, troppo complesse e troppo vaste per essere contenute in un post (nemmeno un libro intero riuscirebbe a trattare tutti gli spunti che poni).
    L’aspetto che mi preme di piú è quelo del motivo per cui si lavora. Ho imparato, dopo un sacco di anni, che il salario non può essere l’unico motivo…….se lo è bisogna darsi da fare per cambiare lavoro. Non è facile, lo so, però bisogna provarci.
    Il discorso della fiducia invece deve esserci da ambo le parti e crescere contemporaneamente. È Pacifico che un datore di lavoro serio ti dice subito tutti gli aspetti del contratto, anche quello economico (la busta non può essere una “sorpresa”……spesso una brutta sorpresa!).
    È vero che, purtroppo, in giro ci sono datori di lavoro che approfittano dei giovani, delle loro esigenze, dei loro sogni sfruttando in maniera miope una posizione di forza…………
    Ciao. Romano

  2. Io dico che un datore di lavoro dovrebbe sempre e chiaramente esprimere il compenso, per qualsiasi contratto si stia parlando, in ogni situazione. Non penso sia questione di fiducia, ma semplicemente di chiarezza e trasparenza.

    G.

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