Come acini d’uva – caduti immaturi

Le persone che pensano di esserci, ci sono per davvero? Vedo uomini e donne costruire e disfare le proprie vite, andare di qua per andare poi di là, vedo percorsi che non hanno una direzione e che mi ricordano gli elettroni di conduzione di un metallo in cui non circoli corrente, mi ricordano il moto browniano, mi ricordano la confusione, la mancanza di un centro coerente. Coerente con se stesso.

Perché?

Vedo lucciole smarrirsi nel cosmo, come divorate dal buio. Siamo cibo per la luna, siamo niente, siamo un nonsoché inconsistente privo dell’equipaggiamento minimo per poter navigare verso un qualsiasi luogo.

Perché?

Perché scegliamo questo? Perché non abbiamo la forza di emanciparci dall’incubo delle passioni, come lo chiama Battiato, perché in noi il desiderio di andare oltre è così scarno e immaturo, così privo di consistenza sul piano del fare?

Quante persone sento dire, dire di volere, dire di fare, dire di voler fare, senza risolversi poi in nulla o quasi. Che peccato. Basterebbe così poco.

Siamo come acini d’uva – caduti immaturi dall’albero della vita, acini che potevano essere un dolce frutto, un regalo per l’universo, chicchi che mollano la presa e cadono dal grappolo, si abbandonano nel flusso del nonsenso, in prenda al proprio egoismo autodistruttivo, in preda al proprio emotivo sconvolto, deificato, signore incontrastato del nostro essere.

L’essere lo vedo così, come uno schiavo piegato, ridotto in catene e umiliato dal mostro dell’emotivo.

Perché non vogliamo crescere?

Perché?

Giulio

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5 thoughts on “Come acini d’uva – caduti immaturi

  1. Bella la forza che c’è nelle tue parole, la fiducia che sfugge tra le righe nelle possibiltà dell’uomo. Possiamo fare molto di più…spesso un moto di volontà mosso da una visione d’insieme più macroscopica e meno egocentrica potrebbe fare la differenza.

  2. Credo che l’uomo sia, in potenza, il peggio e il meglio di sé. Miscuglio di bene e male, ci puoi tirare fuori il Paradiso e l’Inferno, con sempre (almeno) un assaggio dell’uno quando stai nell’altro. Il problema è, come giustamente scrivi tu: come tirare fuori la Grandezza umana, posto che essa esiste? Bella domanda 😛
    Mi sembra che tu ti riferisca a situazioni di persone che ti sembrano non volere esprimere la parte migliore di sé. Non so se si tratti di una decisione consapevole (anche perché non conosco le situazioni a cui ti riferisci). Mi vengono però in mente casi di persone che – magari confusamente, con passi avanti e indietro – ci provano, hanno il desiderio di crescere ma si trovano, a volte, schiacciate dai loro “guai”, dalle loro ferite e fragilità. Ma a volte non aiuta dire ai faticanti: “Basta volerlo” perché, a volte, non basta. A volte può essere più utile affiancarsi a chi si sta perdendo e cercare insieme – faticosamente – una strada più pulita, cercarla umilmente, come se non l’avessimo mai trovata prima: cosa vera, del resto, perché non sempre (purtroppo o per fortuna) la risposta che abbiamo trovato per noi stessi risuona anche nell’emotivo degli altri.

    • Mi viene in mente un’altra cosa: forse ci sono persone che non vogliono crescere perché, semplicemente, non sono interessate a porsi la crescita interiore come obiettivo di vita. Spontaneamente mi verrebbe da chiedermi come fare per incentivare queste persone a modificare i loro obiettivi però, se ci rifletto un attimo, mi viene un dubbio: è giusto?
      L’invito a cambiare dev’essere esteso a tutti ma poi – forse – bisogna accettare e rispettare (senza giudicare) le scelte degli altri, a partire dalla consapevolezza che la vita può essere vissuta in molti modi diversi.

  3. Credo che la volontà di crescere, di maturare è sorretta da un Sentire e quel Sentire è un Dono che ti fa la vita. Chi è così fortunato da riceverlo è buona cosa che segua l’onda naturale di quel Sentire e si spinga ancora oltre magari con l’aiuto di chi effettivamente oltre è andato… una certa soglia…
    è anche vero che …a volte ci vuole un petalo delicato per muovere la lacrima di un gigante. Questo mi fa riflettere……
    molti possono e vorrebbero, allora la distanza è legata alla differenza intrinseca di ognuno di noi…. se c’è qualcuno che fa e qualcuno che non fa o fa poco.
    …..spinte diverse per anime diverse…..
    ….l’uomo, a mio avviso, ha un unico grande obbiettivo…
    sviluppare la sensibilità, perchè grazie ad essa….. il movimento vien da sè ed in modo naturale.

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