In memoria delle vittime di Barletta

Manciata di donne morte
urla private
come vita
da non mostrare.

Inghiottite dentro a un corpo
sudato per altri
nella schiena e le dita
riproduzione obbligata.

Molti “se”, “se soltanto”
eppure “già”
“di nuovo”.

Arianna
Foto: Nadia Lambiase

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3 thoughts on “In memoria delle vittime di Barletta

  1. molto bella l’ambivalenza del “private”, nelle “urla private” (agg/part.pass: me la sono immaginata?)

    e di nuovo, dell’ “inghiottite” (le donne? le urla?)

    ma soprattutto mi piace “un corpo/sudato per altri/nella schiena e le dita/riproduzione obbligata”

    anche se mi sfiora il dubbio che sia una lettura un po’ ideologica – insomma, se fossero morti operai uomini, non si sarebbe potuto dire di loro che vivevano un corpo “sudato per altri”? – comunque caccio presto il dubbio: perché la poesia mi piace molto.

  2. Non ci avevo pensato alla lettura ideologica, in realtà mi riferivo al fatto che gli operai (uomini o donne che siano) faticano, sudano per qualcun altro (gli azionisti della loro azienda, nella maggior parte dei casi).
    L’ambivalenza che ti è piaciuta, poi, non era voluta, ma ora che me l’hai fatta notare piace anche a me, grazie 😛

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