Insieme 1 e 2

Insieme 1

Legati nel cuore.
Come i rami del faggio
all’abete intrecciati
come un’alba al tramonto
o le foglie d’autunno
a riposo sul prato.
In questo e altri cicli
e per sempre vicini.
Indivisibili.

Insieme 2

Legati nel cuore.
Come i rami del faggio
all’abete intrecciati
come il crepuscolo e l’alba
o le foglie d’autunno
riunite sul prato.
Per sempre vicini
in questo e altri cicli.
Indivisibili.

Queste poesie, sono la stessa poesia. La seconda è la poesia originale scritta circa un annetto fa, la prima è una poesia revisionata oggi. La mia domanda è: sono uguali secondo voi? Le immagini hanno lo stesso effetto? Il ritmo è lo stesso? Cambia qualcosa a livello di sensazione? Tutto il cambiamento è a livello metrico nei versi centrali. Ha senso un cambiamento di questo tipo?

Grazie! Giulio

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12 thoughts on “Insieme 1 e 2

  1. vediamo secondo me meglio la prima e cambia il senso specialmente nel verso:
    “come un’alba al tramonto” che è ben diverso da “come il crepuscolo e l’alba”
    io se posso ti suggerirei di togliere un verso che per me (ma è solo un mio gusto personalissimo!) interrompe il ritmo ed è:
    “In questo e altri cicli” il cui significato è comprensibile anche in indivisibili…
    così mi piace molto

    • Ok Chiccha, ci sto. Perché però quel verso interrompe il ritmo? Da un punto di vista metrico è un settenario come i precedenti (ad esclusione del primo e dell’ultimo verso). Gli accenti interni al verso invece sono diversi: mentre quelli precedenti sono 136 (accento sulla prima la terza e la sesta sillaba) questo verso ha accenti 246. E’ questo a rompere il ritmo?

      O è il punto alla fine del verso precedente?

      E’ un verso importante, il cui significato non è all’interno di “indivisibili” perché fa riferimento ad una visione della vita basata non su una ma su più incarnazioni (ogni ciclo è appunto una incarnazione) – ripreso un po’ da un testo in cui Battiato scrive “è tempo di lasciare – questo ciclo di vite).

      Indivisibili, quindi, anche oltre la morte apparente.

      Che ne pensi?
      G!

    • Perché? E’ la metrica? Io essendo affezionato alla seconda non sapevo decidere se la costruzione metrica più raffinata apportasse una reale modifica al ritmo della poesia.

      Più in generale: il ritmo è dato solo dalla metrica?

  2. E inoltre… come vedete questa ulteriore versione? (Tiene i versi della prima tranne penultimo e terzultimo della seconda).

    Legati nel cuore
    come i rami del faggio
    all’abete intrecciati,
    come un’alba al tramonto
    o le foglie d’autunno
    a riposo sul prato.
    Per sempre vicini
    in questo e altri cicli.
    Indivisibili.

  3. dunque io non sono molto pratica della “grammatica” della poesia, e neppure della metrica, ma di ritmo un po’ sì
    prova a leggerla forte e battere il tempo col piede…
    quando arrivo a
    In questo e altri cicli
    mi trovo davanti a tre vocali quest /o /e/a/ ltri che mi restano nella lingua., non saprei come altro dirti.. già scorrerebbe meglio (sempre per me) se ci fosse questo ed altri
    e poi sì il punto stoppa senza dubbio
    e poi all’inizio del verso successivo c’è ancora una vocale e
    nella versione sopra a questo mio commento va meglio il punto è lontano e non c’è più la e il verso dopo
    poi non devi basarti su quello che avvertono gli altri, sei tu il ritmo dei tuoi versi e se lo senti va bene così
    ciaoo

    • stai proprio facendo il pelo nell’uovo eh? credo che cambiando te con gli anni continueresti a modificarla in eterno (finché non schiatti). Esisterà prima o poi una versione definitiva o coniamo una nuova corrente per la poesia viva che si modifica con l’autore nel corso degli anni?

      • Mi sa che non serve una nuova corrente! Sto leggendo Whitman in questo periodo (lui la metrica l’aveva dimenticata a casa, per tutta la vita :P): pensa che lui ha scritto un unico libro di poesia e lo ha rivisto per 50 anni, fino alla morte, proprio come dici tu!

        Mi piace pensare che no, non esista una versione definitiva, perché l’indefinitiezza, per me, avvicina la poesia alla vita.

        Un bacio!
        G.

  4. Ma’, secondo me non si tratta di “cercare il pelo nell’uovo” 😛
    Personalmente condivido il desiderio (e lo sforzo) di Giulio di capire anche dal punto di vista tecnico (e non solo intuitivo/emotivo) che cosa “fa” di una poesia una buona poesia. Da un lato, certo, qualsiasi espressione di sé è in quanto tale legittima e importante per il fatto che “dice qualcosa”, però credo anche che, quando si conosce in profondità il proprio strumento espressivo (la lingua italiana, in queso caso), lo si può usare in modo più raffinato, e consapevole.
    Purtroppo non sono in grado di rispondere adeguatamente alle tue domande, Giulietto, però ti ringrazio per il fatto di porle! 🙂

    • Io personalmente lo faccio perché la metrica mi piace. Meglio ancora: mi piace la geometria. La geometria sottesa all’esistenza, in ogni sua forma. La metrica è una forma di geometria, di ritmo, è per me come un disegno per equilibrato nelle sue parti. Anche se non la so usare ed allora la sperimento.

      Inoltre è uno strumento, si può non utilizzare, nascondere al lettore, si può puntare su altro, ma per me la poesia è anche questo!

      Un abbraccio, G.

  5. A me piace molto di più “Insieme 2”. “Riunite”: questa parola dona calore. Inoltre, “il crepuscolo e l’alba”: il senso è più immediato.

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