Piccoli mondi

Per strada, una bambina nel passeggino, le cade il ciuccio, si dispera. Nel suo piccolo mondo, il ciuccio è importante.

Alla fermata del metrò, tre donne, stonate nell’eleganza invadente di Parigi, tre donne vestite poveramente discutono in modo animato di una loro collega: lavora al terzo piano, e non è scesa a prendere il caffé. Nel loro piccolo mondo, il caffé tra colleghe è importante.

Di colpo, una tempesta di vento mi sorprende in bici. Cerco riparo in un portone, con altre persone, più o meno spaventate. “Regarde! Les volets!”: le tapparelle si staccano dai piani alti del palazzo di fronte, volano in aria, un camion barcolla, uno scooter cade a terra. Nel nostro piccolo mondo, il vento che scuote, oggetti sospesi e sbattuti sono cose importanti.

La sera, a casa, la signora con cui abito è preoccupata: “Ho un nodulo, vedi? Un nodulo qui… è successo anche a una mia amica, hanno dovuto operarla…” “Ha paura che sia…?” “Certamente ho paura, siamo tutti uguali, eh!”. Nel nostro piccolo mondo, un nodulo, un’operazione sono cose importanti.

Arianna

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Che ci faccio qui, su questo pianeta? Di preciso non lo so. Me lo chiedo spesso, però. Per ora sono arrivata alla conclusione che sia per contribuire a rendere la realtà interna (me stessa) ed esterna (il mondo in cui vivo) un posto più accogliente per tutti. Per sentire mie le battaglie combattute in nome dell’uguaglianza, della libertà, della giustizia. Per esercitare la compassione e provare a comprendere.

7 thoughts on “Piccoli mondi

  1. bellissimo post. mi è piaciuto un sacco il modo che hai usato per comunicare un tema tanto importante, un tocco delicato, sensibile, artistico e azzeccato, di forte impatto.

  2. E quando ci accorgiamo che i nostri piccoli mondi non sono soli ma posso essere concentrici o intersecarsi, o semplicemente toccarsi, impariamo a crescere, riconoscendo la distanza e la vicinanza, lo sguardo discreto e la compassione. Fino anche a rompere i confini del proprio piccolo mondo per condividere ciò che capita in un’altro, o per accogliere un visitatore nel nostro.

    • Occorre in ogni caso una grande delicatezza per rompere i confini e per non sminuire la piccolezza dei mondi altrui. Un amico, giovane papà, mi raccontava qualche giorno fa dell’importanza di mettersi nei panni di sua figlia, quando si dispera per eventi che a uno sguardo adulto paiono di scarsa importanza: “Se le cade il ciuccio, non le è solo caduto il ciuccio… le è caduto il ciuccio! E’ un po’ come se le cadesse il mondo addosso e allora non posso minimizzare, sminuire troppo”.

    • Grazie!
      Però, per amor di verità, devo precisare che il mio modo di osservare non è sempre così aperto… al contrario!
      Dipende, insomma 🙂

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