An Inconvenient Claus

Chiude la “trilogia delle festività” l’ultimo lavoro di Al Gore: An Inconvenient Claus.

La nuova icona dell’ambientalismo istituzionale capitalista ci conduce per mano nelle devastazioni compiute dal simpatico ciccione nelle pinete della Svezia e della Finlandia per ampliare le proprie fabbriche di giocattoli, aggirando ogni normativa nazionale e comunitaria sulla conservazione del patrimonio forestale. Agghiaccianti le interviste con i ragazzini impiegati nelle catene di montaggio, inseriti in azienda come “elfi” per sfuggire all’accusa di sfruttamento minorile e non dover nemmeno applicare il contratto nazionale collettivo. Sconvolgenti le intercettazioni degli incontri segreti con Marchionne in cui si parla di un progetto di produzione di slitte per conto della Fiat, che in tal modo potrebbe chiudere diversi stabilimenti in Brasile. Il regista ha già ricevuto diverse minacce e intimidazioni prima dell’uscita nelle sale e la sua auto è stata ripetutamente imbrattata con frasi ingiuriose in lappone, ma la battaglia non si ferma.

Niccolò

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