messaggi promozionali preterintenzionali

Cos’è questo esaurimento della scrittura? Come se la stessi abbandonando, come se non sapessi più come si fa a volerlo fare. E se mi stesse abbandonando lei, se le parole non volessero più farsi scrivere dalle mie mani (o le dita, fate voi)? Tutto quello che digito è per me solo un esercizio di stile. È disponibile un mio nuovo libro di poesie, il secondo e credo l’ultimo: raccoglie le righe che non erano state incluse nel primo, righe scritte e finite, niente di nuovo. Non ho creato niente, ho solo vomitato quello che avevo digerito, come un pasto mai veramente goduto. Così esaurisco il mio archivio creativo? Cos’altro ho da dire? La notte serve a scrivere romanzi, cantavano i Bluvertigo stamattina nelle mie orecchie, ma ho perso il dominio sulle ore piccole, c’è solo il riposo e la pace del letto. È questo il sacrificio della vita adulta? Travolti dalla necessità filosofica di darci un impegno quotidiano remunerativo, siamo costretti a tralasciare (tradire?) la nostra parte creativa per godere dei benefici di una vita salutare? Allora è vero che l’artista è quello con le occhiaie e che l’arte applicata al tempo è tormento fisico e mentale. Forse non ci sono istruzioni per l’uso (Perturbazione) e nessuno si ricorderà di me, se non per quello che scrivo, come il cronista dei Mambassa. Forse fare non è tempo, è solo azione senza durata, ha bisogno di fermare. Guardo quell’altro mio blog e vedo sempre più musica e meno parole.
Forse ho solo bisogno di ascoltare, ancora per un po’.

Gianmarco

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5 thoughts on “messaggi promozionali preterintenzionali

    • Scusa, amo il limite del foglio. Per quanto ammiri iniziative come quella in esempio, ho deciso di optare per una via di mezzo quale può essere il self-publishing.
      Mi garantisce lo spreco di carta e la possibilità di toccare fisicamente l’opera, che così non sarà più solo intellettuale, ma anche materica.

  1. Caro Giammy,
    non so perché si cominci e si smetta di scrivere. Credo comunque che abbia a che vedere con una necessità interna, forte, che ad un certo punto può farsi sentire di meno, magari poi riprende, magari no. Ma, in fondo: è davvero così importante?
    Nella tua sana vita attuale sei felice? Se sì, chissenefrega della scrittura! 😛
    Detto ciò, ci sei mancato.
    Un abbraccio,

    Ari

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