Il tempo non esiste

Riflessioni presa da un vecchio post pubblicato nel 2009.

Così cominciavo…

Vi annuncio un post assurdo, lungo e complicato, in cui mi diverto a sostenere e spiegare un’ipotesi alquanto bizzarra ma che forse forse contiene una briciola di verità. Se così fosse, la nostra concezione del tempo potrebbe cambiare radicalmente. 
Prendetevi del tempo per leggere con calma, buona lettura.

Il tempo non esiste.
E non esiste perché è relativo.

Esiste invece la nostra concezione di “tempo” e come noi lo viviamo.
Lo stesso momento se per me è molto veloce per un’altra persona può essere lentissimo.
E da cosa dipende?
Dipende da come viviamo lo stesso istante.

Vi spiego meglio il concetto con un esempio.
I sogni sono una realtà che nasce, si sviluppa e muore molto in fretta. Ci sono certi sogni che durando pochi istanti, secondi o minuti, e contengono l’intensità di ore se non giorni.
Perché questo?
Perché il pensiero è molto veloce, e la realtà dei sogni risiede nei pensieri e pertanto si muove a quella velocità.
Se volessimo dirla in altro modo il tempo è uno spazio nel quale la nostra mente viaggia a certe velocità, a volte percorre una determinata lunghezza in pochi secondi, altre volte ci mette tantissimo.
E’ qui il punto.
Se guardiamo il tutto da un punto di vista “tempo-centrico”, in dieci secondi di realtà la nostra mente può vivere, ad esempio, tempi variabili come da alcune ore ad alcuni secondi.
Se la guardiamo da un punto di vista “mente-centrica” lo scorrere del tempo mentale invece è sempre uguale, solo che a volte riempie alcuni minuti, altre diverse ore, altre ancora pochi secondi.

Se assumiamo quanto detto per vero possiamo affermare che la stessa vita misurata in un sistema “tempo-centrico” di 70 anni potrebbe durare in un’ottica “mente-centrica” tempi diversi, 40 anni come 150, giusto per fare numeri a caso.
Verrebbe da pensare che più viviamo nei nostri pensieri più il tempo si allunga e quindi viviamo di più.

In realtà io credo sia fondamentale il grado di consapevolezza nel vivere.
Mi spiego.

Se viviamo nei nostri pensieri, che sono molto veloci, ma non ne siamo consapevoli, in realtà perdiamo ciò che accade intorno a noi perchè intenti e dispersi in altri mondi. Non possiamo nemmeno affermare che stiamo vivendo quegli stessi mondi perchè non abbiamo scelto di farlo ne siamo consapevoli che sta accadendo.

Per capire questo basta provare durante la giornata a vedere quanto spesso ci perdiamo in pensieri solo per riempire un vuoto, senza averlo scelto, senza alcuna utilità.
Questo è il caso-esempio di vivere una vita di 70 anni come se l’intensità fosse di 40 perché perdiamo vita reale costantemente. E’ come se fossimo un colabrodo.
Il passo successivo in questo caso sarebbe quello di smettere di pensare, di perdersi nei pensier ei diventare presenti nello scorrere del tempo “reale da orologio” per intenderci e vivere la vita almeno nella sua interezza di 70 anni (chiudendo i buchi del colabrodo).

Il passo successivo credo sia quello di ritornare a formulare pensieri, ma in modo consapevole, scegliendo in modo presente di vivere il pensiero e di vivere in modo presente lo stesso pensiero (che non è uguale anche se sembra una ripetizione).

Ciò sarebbe la vera chiave per allungare la vita.
L’elisir dell’eterna giovinezza.

Se poi gli scienziati ci dicono il vero sulla differenza di velocità tra pensiero e realtà, cioè che un secondo nel pensiero è migliaia di volte più veloce di un secondo reale, allora possiamo vagamente immaginare di quanto si potrebbe allungare la nostra vita in una visione temporale “mente-centrica”.

L’incredibile ed il difficile da comprendere è che esiste qualcosa di ancora più veloce del pensiero, ossia le emozioni, le impressioni. Se “l’impressione emotiva” è a sua volta migliaia di volte più veloce del pensiero possiamo davvero solo tentare di immaginare come si evolverebbe in questo caso la durata del tempo, nella concezione temporale “mente-centrica”, qualora si raggiungesse la piena consapevolezza e presenza nel mondo delle nostre emozioni.

Fantascienza?
Forse no.

E’ proprio a causa di questo divario enorme di velocità che durante il nostro vivere quotidiano percepiamo l’impressione dell’emozione, che è istantanea, come un qualcosa di estremamente intenso e potente, proprio perché racchiude dentro di se un tempo “mente-centrico” della durata magari di svariati millenni. L’emozione, in questo caso, sarebbe un piccolo universo in noi contenuto e generato che, anche se non vissuto in modo presente, è comunque talmente denso da scuoterci nel nostro profondo.
E’ come se l’infinito in termini temporali non fosse il prolungarsi del “tempo-orologio” all’infinito, ma i livelli che la nostra coscienza può raggiungere all’interno dello stesso tempo-orologio.
E’ come se il tempo si espandesse in se stesso, ma sarebbe più corretto dire che è la nostra sensibilità di vivere che si espanderebbe all’interno del “tempo-orologio”.
In questa prospettiva la nostra definizione di tempo cadrebbe, perché non esisterebbero più nessun punto fisso, nessuna scala per misurarlo, nessun sistema uguale per tutti e uguale nel tempo. Parlare di tempo-orologio sarebbe parlare di un qualcosa che sostanzialmente non esiste perché tutto sarebbe relativo ed esiterebbe solo il nostro tempo-mentale.
Inoltre tornando ad esaminare il mondo delle emozioni e ciò che ci può insegnare, l’emozione-universo (la chiamo così vista la sua densità e vastità spazio-temporale in una visione mente-centrica) scuoterebbe la nostra essenza nel suo profondo e nel suo inconscio perché ci avvicina, per sua natura di Essere, al Senso in Essa contenuto.
Come il profumo del fiore si rivela al nostro naso anche quando non ne siamo consapevoli, ed ha il potere di commuoverci, allo stesso modo l’esistenza delle emozioni ci tocca e ci avvicina al capire quei concetti che tanto ci sono sembrati astrusi fin da quando ci sono stati nominati.
In effetti la nostra mente non è in grado di capire cosa significhi: vita immortale, eternità, spazio infinito…
Non è in grado di capire perché ferma ad una visione “tempo-orologio-centrica” del mondo.
Tuttavia l’emozione scuote in continuazione lo spirito avvicinando la sua comprensione della non-esistenza del tempo-orologio e la comprensione della Vera realtà per il solo fatto di Esistere e di mostrarsi. E’ infatti comune la sensazione che un emozione particolarmente intensa, per quale che sia, duri in eterno. Basti pensare a come ci possiamo sentire perduti in un’eterna sofferenza qualora siamo identificati in un’emozione particolarmente negativa, o che sembri un’eterna felicità quando accade il contrario.
Stiamo in realtà vivendo frangenti spazio-temporali vicini all’immortalità.
L’emozione ci permetterebbe quindi una sorta di brevissima illuminazione, una sorta di “prequel” se vogliamo chiamarla così, sul come sarebbe il vivere in maniera Presente le nostre emozioni, sul significato che potrebbe avere per noi capire che il tempo-orologio non esiste, che il tempo-realtà è relativo alla capacità di essere presenti della nostra coscienza e che può trascendere la velocità del tempo-orologio accelerandola o rallentandola a piacimento.

Giacomo

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